pieros_it e DieC79, le vostre preoccupazioni sono legittime ed erano anche le mie, più ancora che di mia moglie, prima che nostra figlia cominciasse la scuola. Avrei pensato le stesse cose che avete scritto voi. In fondo voi non potevate sapere che l'espediente della posta elettronica è stato messo in piedi in previsione delle vacanze estive.
Inoltre il primo obiettivo delle insegnanti fin dai primi giorni di scuola è stato quello di creare un gruppo coeso e solidale, con principi ispirati all'inclusione. La comunicazione verbale, non verbale ed affettiva sono state il fiore all'occhiello. Seguendo i nostri figli, anche noi genitori siamo diventati un gruppo unito e solidale.
Ora che i bambini vanno alle scuole medie, continuiamo a trovarci regolarmente tutti insieme con le famiglie: una quarantina di adulti e una trentina abbondante di bambini (ci sono anche fratelli e sorelle). Chi non può essere presente e sprattutto i genitori stranieri che spesso non possono partecipare per motivi economici, affidano tranquillamente i figli al gruppo senza paura e nessuno si è mai tirato indietro se c'era da caricare qualche bimbo in più o fare più giri in auto.
Tutti i bambini sono transitati nelle case dei compagni di scuola e lo stesso vale per i genitori grazie a dei lavori di gruppo a domicilio, all'inizio osteggiati dagli adulti perché non era semplice organizzarsi fra tanti impegni, poi vissuti con piacere come momento di scambio ed incontro.
I bambini hanno imparato un po' anche dai genitori dei compagni di classe e noi genitori abbiamo imparato tanto dai bambini e dalle altre famiglie. Le insegnanti hanno educato anche noi adulti all'uso di mailing-list permettendo a tanti di essere al passo con i tempi. Contemporaneamente hanno favorito la presenza di genitori e nonni anche in classe per raccontare le loro storie "di una volta" ed organizzare laboratori di un tempo che fu.
Come dice 84giulia tutto è sembrato un grande gioco durato cinque bellissimi anni, con il valore aggiunto che le epoche e le abilità si sono compenetrate ed integrate. Una specie di educazione collettiva di comunità.
Ringrazio chi mi ha stimolato con i commenti precedenti a raccontare questo bell'esempio di vita civile di cui sono orgoglioso. Ci riteniamo fortunati perché non abbiamo mai sentito altre persone essere protagoniste di un progetto così ben riuscito e soprattutto apprezzato, perché ci ha insegnato davvero tanto.