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ico78 ha scritto:
.. in effetti anche a me ha lasciato perplesso questo aspetto: non capisco perchè rimanere in costume quando non si hanno problemi a spogliarsi; diverse persone sabato sono rimaste quasi tutto il pomeriggio in costume, salvo poi spogliarsi nell'ultima ora di permanenza nel centro. boh ...
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E' il tabù della foglia di fico, l'idea che nell'esposizione della genitalità sia comunicato un significato sessuale. Io per questo mi batto: non tanto nell'idea che nel naturismo sia implicito un contenuto salutista ed allora per questo andrebbe difeso - ad esempio si parla di elioterapia o cromoterapia nel senso di una totale esposizione della superfice corporea alle virtù benefiche del sole, dell'acqua e del vento, nonchè delle proprietà energetiche del contatto totale con le piante ed i boschi (aspetto che andrebbe altresì approfondito), ma qualcuno potrebbe obiettare: qual è la differenza tra una esposizione totale del corpo - ovvero con i genitali scoperti - ed una esposizione parziale con i microscopici bikini o i costumi che ad esempio si è soliti indossare nelle saune o nelle nostre spiaggie? Vi sono persino delle vignette umoristiche in tal senso, e sono davvero divertenti per esplicitare al massimo questo concetto: in una di esse, due bagnanti molto prosperose ma "tessili" che indossano due striminzitissimi bikini che lasciano praticamente il 99,9% della superfice corporea (con due triangolini a coprire i capezzoli ed un tanga che copre per modo di dire le labbra vaginali ma lascia totalmente scoperti i glutei), osservano con fare stizzito e moralisticheggiante due analoghe bagnanti naturiste interrogandosi "Chissà come faranno ad andare in giro completamente nude!" L'umorismo della vignetta è appunto nel fatto che la differenza tra una bagnante "tessile" ed una bagnante "naturista" non è tanto nella superfice in centimetri quadrati a contare, quanto nella significazione sessuale che si vuol dare all'esposizione dei genitali - che in questo caso (paradossale!) è assolutamente irrisoria. Allora vedi le inutili tabuizzazioni che si sono create intorno al significato "sessuale" della genitalità? una volta che questa barriera culturale sarà abbattuta - trasmettere ovvero il concetto che nella esposizione della genitalità non vi è alcuna significazione sessuale in sé, allora spogliarsi e liberarsi di quegli inutili centimetri quadrati di stoffa diventa del tutto spontaneo e naturale, come tu stesso hai potuto constatare, ma si tratta appunto di una battaglia di comunicazione di un concetto, la non equivalenza di nudità totale e sessualità. Un fatto culturale e non puramente salutista in questo caso, perchè paradossalmente uno potrebbe anche andare in sauna indossando un perizomino in carta o in cotone ed asserire che la sua presenza non sarebbe controproducente (non dovrebbe il cotone rilasciare sostanze nocive alle alte temperature), ma perchè non beneficiare della nudità totale se se ne ha la possibilità senza portarsi appresso inutili orpelli e retaggi culturali di un medioevo ormai superato da un pezzo? Il tabù della foglia di fico, come dicevo sopra.
Un caro saluto.