La Lombardia ha anche una legge che facilita moltissimo l’installazione di un tratto autorizzato, rimane il fatto delle supposte o reali frequentazioni “diverse”, associate ad una logistica inesistente e contrastata (tipo parcheggi).
Leggendo velocemente le recriminazioni a braccio libero del sindaco capisco una parte della sua “indignazione” ma altrettanto capisco quanto non sia un buon amministratore.
Dice spesso cose del tipo: perché associazioni tipo Anita non si fanno carico etc etc.
Da sindaco io direi: ho un problema (sesso libero), avrei la possibilità di risolverlo con le buone, e indurre pure un indotto di lavoro per la comunità se vieni una nuova frangia di nudisti, quindi son io a decidere la zona, se necessario delimitarla in qualche modo idoneo al luogo, farei parcheggi e pure baracchini per distribuzione di cibo e altro, e farei accordi io con Anita e quant’altri per stabile un rapporto di collaborazione per un controllo di corretta fruizione, in modo che non debba assumere vigili in più (vizzola ne ha uno solo in organico) per controllarli, ma farlo intervenire solo in caso di necessità, dato che esisterebbe un autocontrollo.
Pretendere che un cittadino si faccia carico di contrastare fenomeni di degrado, sarebbe come pretendere di mettere gente a fare i vigili, o i metronotte, o chissà cos’altro. Pure caxxate.
Diverso se viene interessata un’associazione già nota o creata appositamente per la protezione dell’area.
No?