Ecco il cap a rapporto dalla ciurma.
1. lettera aperta.
Oggi, io e il Pres. ANITA abbiamo protocollato in Comune la lettera aperta. Lettera che abbiamo consegnato anche alle Forze dell'Ordine coinvolte nei controlli. Con alcune di esse abbiamo avuto il piacere di parlarci.
Manca ancora l'invio in copia conoscenza al Prefetto, cosa che avverrà nei prossimi giorni (spero).
Lettera disponibile sul sito www.italianaturista.it
2. ruolo dell'associazione (ANITA).
Come si può vedere dagli allegati alla lettera, l'ANITA è SEMPRE stata presente da almeno un anno a questa parte (TUTTO il Consiglio Direttivo - pure per la lettera aperta approvata da TUTTO il CD). Pure il mio operato è avvenuto all'interno e per conto di ANITA.
Non esiste il Sig. ANITA. Esistono gli associati che operano per ANITA e per i naturisti in genere. Io sono tra questi. Sarebbe bello che molti iniziassero a capirlo, ad associarsi e cooperare, insieme, ... altrimenti continueremo a prendere pesci in faccia, come in questo caso.
Vi invito a leggere attentamente gli articoli 1 e 2 del nostro Statuto. Mi pare ovvio il comportamento di ANITA riguardo alla difesa delle zone pubbliche in genere, non solo di Vizzola, MA all'interno delle leggi vigenti.
Purtroppo a Vizzola, con l'Ordinanza in vigore, dal nostro punto di vista, non si può fare naturismo. La legge è legge. Se proprio volete prendervela con qualcuno, fatelo con chi ha scritto l'ordinanza, non con l'Associazione, che mi pare si sia adoperata e si stia adoperando in tutti i modi possibili e immaginabili per trovare una soluzione.
3. Aspetti legali
Vi sconsiglio vivamente di stare nudi a Vizzola. Molto difficilmente la sanzione è impugnabile. Il Comune, con l'apposizione del cartelli ha a questo punto fatto il possibile per rendere nota l'ordinanza.
Lasciate stare i cartelli. Rimuovendoli impedite ad altri di venire a conoscenza dell'ordinanza, ma non con questo ne vanificate la validità.
Oltre all'art. 726 CP vi faranno la sanzione prevista dall'Ordinanza. Il primo è forse appellabile usando le solite sentenze (... anche se qui c'è l'aggravante di un'Ordinanza del Sindaco! ), per impugnare la seconda bisognerebbe in pratica contestare l'ordinanza stessa (ma da singolo cittadino, la vedo dura e soprattutto molto salata).
Rigardo al ricorso al TAR, vi riporto ciò che ho capito. Non è praticabile per una serie di motivi.
1. tempi . Anche ammesso di presentare ricorso oggi, bisognerebbe chiedere la sospensiva e questa dovrebbe essere poi accolta ... nel frattempo finisce l'estate.
A proposito di tempi: esiste una sospensione di tutti i termini dal 1 agosto al 15 settembre. Ma per noi non cambia molto. Chiaramente chi ha emesso l'ordinanza ha fatto bene i suoi conti ...
2. merito. L'ordinanza presenta con ogni probabilità dei vizi di forma. Il grosso problema è che le premesse sono tutte vere e facilmente dimostrabili. L'unica cosa che si riuscirebbe veramente a contestare è il perchè vietare il nudo, visto che per tutti i comportamenti indicati nelle premesse l'abbigliamento è ininfluente. Il problema è che alcuni comportamenti rientrano nella sfera sessuale e sappiamo bene che per alcuni vale la regola nudo=sesso, compresi i giudici (infatti alcuni giudici di pace condannano per l'art. 726 ... pur in presenza delle sentenze di Cassazione a noi favorevoli). Potrebbe capitare pure in questo caso ... ma qui sarebbero batoste per i costi.
3. costi. Attorno ai 3-5000 Euro per le proprie spese (gli avvocati Amministrativi sono tra i più cari), sempre ammesso che il Comune non si metta a fare ostruzione ... altrimenti i costi possono lievitare ancora. In più se si perde ci sono le spese processuali ... ulteriori 5000 Euro.
4. potrebbe infine accadere che nè ANITA nè FENAIT possano essere ritenuti dei soggetti che possono ricorrere, perchè non interessati dall'ordinanza. In nessuna parte dell'ordinanza si cita ne il nudismo ne il naturismo. Bisognere allora fare 2 ricorsi, uno come associazione e uno come singolo cittadino (che però dovrebbe risiedere a Vizzola). Duplicando i costi.
Mi pare chiaro sia per ANITA sia FENAIT non possono percorrere tale via. Che tra l'altro non mi pare sia MAI stata intrapresa in passato in altre situazioni simili.
Dal mio punto di vista, l'unico modo che vedo per risolvere la situazione è far capire che l'Ordinanza è dannosa, non solo per noi naturisti (questo è chiaro) ma per TUTTA la collettività. Di qui il mio richiamo al rispetto delle regole (oltre che del nostro Statuto).
L'Ordinanza, vietando il nudo (che ripeto è del tutto ininfluente per prostituzione, droga, sesso, orge, abbandono rifiuti) impedisce a persone come noi di frequentare QUELLA zona. Come è evidenziato dalle lettere che abbiamo spedito al Sindaco in tempi non sospetti, noi vogliamo CONTRASTARE quei comportamenti. Allontanarci da quell'area significa lasciarla alla mercè dei veri resposabili degli atti alla base del provvedimento. Significa essere costretti a costanti e frequenti pattugliamenti di una zona recondita del Parco, quando ci sarebbe un gruppo nutrito (perchè se fosse ufficialmente autorizzata, sarebbe altro che nutrito! ) di naturisti pronti a combattere per difendere il proprio spazio.