ti rispondo ad entrambe le cose. Primo, ho specificato il fatto del "filtro" della ragione, perchè una cosa son le "regole" espresse da ciò che hai evidenziato come Magistero, e un'altra son lo cose che diffondono i suoi operai (preti, religiosi in genere). Quando uno indossa una divisa, che sia religiosa, politica, o da forza dell'ordine, non sempre persegue ciò che è il dettato principe, e ognuno cerca di adattare e applicare ciò che ha "imparato", e spesso, molto spesso travisa ciò che invece dovrebbe dire o fare. Cioè magari chi è al di sopra su una questione la dice A, e chi la porta agli altri, la dice Z.
La seconda battuta, è che anche tra i religiosi, purtroppo, amaro purtroppo, c'è chi della "retta via" si è scordato l'indirizzo. Al pari della gente comune, che applica le proprie regole (òleggi fa i cavoli propri) che van benissimo finchè li fan loro, poi se si tratta di giudicare altri, si ergono a paladini di giustizia e di morale e dan contro agli altri.
Se tra laici il discorso ad esempio vale per coloro che ci danno addosso in quanto nudisti, solo perchè, essendo nudi, provochiamo sesso a gogò, per i religiosi vale per coloro che si fanno beatamente le loro perversioni (leggi farsi l'amante, leggi, sigh, essere pedofili, leggi farsi gli affari propri) e poi si mettono a giudicare e condannare chi si confessa loro (i fedeli).
Riassumedo, ripeto. Una cosa son le regole, cioè che vien detto a livello ufficiale (diciamo), un'altra cosa è quello che possiamo filtrare con la nostra ragione, mettendoci in un serio confronto senza lassismi che ci fan comodo per ciò che dobbiamo raggiungere.
I mafiosi che inneggiano ai vari santi locali perchè i loro misfatti vadano a buon fine, ne sono un ottimo esempio.
I religiosi che, avendo rinunciato loro al sesso vogliono imporlo pure a te, ne son un altro esempio diverso. Coloro che invece cercano di insegnarti modi "tranquilli" di far sesso, anteponendo al proprio piacere l'unità della coppia, fanno certamente di più il loro dovere.
Per cui, niente vaneggiamenti, testa sulle spalle, e confronto serio con la propria coscienza e col proprio credo, fatto in modo tangibile e realistico.