un piccolo apporto alla "contesa" Algol - Biotto. Ogni persona umana, al di là di ciò che rappresenta, dovrebbe avere rettitudine, onestà e non commettere atti a valenza di reato volto all'offesa di altri umani. Che siano preti, scienziati, politici, militari, operai, e cosi via dicendo. Se uno che costruisce auto e non monta per bene i freni, e chi compra l'auto va, non frena e si ammazza, ha fatto atto assurdo al pari del prete pedofilo, o dello scienziato pazzo etc etc.
In una cosa Biotto ha ragione. Se lo sbaglio, il reato, lo fa chiunque al di fuori del prete, si condannerà sempre e comunque solo l'individuo (se Stalin ha ucciso 10.000.000 di persone, non si accusa tutta la russia; se Hitler ha sterminato mezzo mondo, non si accusano tutti i tedeschi). Se un prete ruba, è pedofilo, ammazza o etc etc, chi ne fa le spese è tutta la chiesa (istituzione e credenti). Lo strano è che dei musulmani buttano giùù le torri gemelle per motivi religiosi, la colpa non è di tutto l'islam, ma solo di Obama Bin Laden.
C'è nel mondo moderno questo gioco a prendersela con chi stà più antipatico (vedi Bersani e Berlusconi), ma in effetti se e soltanto si parla di chiesa cattolica, allora tutti giù a cercare i colpevoli, chi ha fatto il reato, e chi l'ha coperto. Se è un politico che ruba, e i suoi compari fanno leggi ad hoc per tenerlo fuori dal gabbio, si protesta due giorni, ma alle votazioni successive i voti aumentano.
Non capisco la gente che ragiona a questo modo. Per me il colpevole è colui che deve pagare, che sia un singolo o un'associazione (a delinquere), ma non accomuno mai tutti alla stessa sbarra.
S. Francesco, mi pare di averlo scritto in altro topic, ma lo ripeto, nel suo testamento, nel 1200, tra le altre cose scrive:
[112] Poi il Signore mi dette e mi dà una così grande fede nei sacerdoti che vivono
secondo la forma della santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche
se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta
sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di
questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la
loro volontà.
[113] E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come miei signori. E
non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio
e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio
nient'altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il
santissimo sangue suo che essi ricevono ed essi soli amministrano agli altri.
Per cui rispetto in quanto preti, ma ovvia condanna umana a chi non è in regola.