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alino ha scritto:
SECONDA PUNTATA!
.... Essenzialmente ne bastano due a noi: ebraico e greco. Profeta si dice rispettivamente "nevì" in ebraico e "prophètes" (leggi profetes) in greco.
...... adotterò solo il greco e lascerò l'ebraico per i più interessati e volenterosi di studiare....
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### SOLO PER COMPLETARE APRO OT
VEGGENTE
Evidentemente il veggente era un uomo a cui Dio aveva dato la capacità di discernere la volontà divina, un uomo dotato di questo tipo di perspicacia. I suoi occhi non erano, per così dire, velati e quindi egli era in grado di vedere o capire cose che non erano manifeste agli uomini in generale. Il termine ebraico ro'èh, “veggente”, deriva da una radice che significa “vedere”, in senso letterale o figurato. Chi aveva qualche problema consultava il veggente per avere saggi consigli. (1Sa 9:5-10) La Bibbia definisce veggenti Samuele (1Sa 9:9, 11, 18, 19; 1Cr 9:22; 29:29), Zadoc (2Sa 15:27) e Hanani (2Cr 16:7, 10).
Nelle Scritture i termini “veggente”, “profeta” e “visionario” hanno un significato molto simile. La distinzione può consistere nel fatto che “veggente” dà particolare risalto al discernimento, “visionario” al modo in cui è rivelata la volontà divina, e “profeta” più alla dichiarazione o proclamazione della volontà divina. Samuele, Natan e Gad sono tutti chiamati profeti (1Sa 3:20; 2Sa 7:2; 24:11), ma 1 Cronache 29:29 fa capire che c’era una distinzione fra i tre termini, precisando: “Fra le parole di Samuele il veggente e fra le parole di Natan il profeta e fra le parole di Gad il visionario”.
PROFETA
Benché l’etimologia del termine ebraico per profeta (navì') sia incerta, l’uso che ne viene fatto dimostra che i veri profeti non erano comuni annunciatori, ma portavoce di Dio, ‘uomini di Dio’ che pronunciavano messaggi ispirati. (1Re 12:22; 2Re 4:9; 23:17)
Il termine navì' viene usato per la prima volta a proposito di Abraamo. (Ge 20:7) Abraamo non era conosciuto come uno che prediceva il futuro, almeno non pubblicamente. Ma Dio gli aveva affidato un messaggio, una promessa profetica. Abraamo dovette sentirsi agitato, costretto a parlarne, specie con la famiglia, spiegando perché se ne andava da Ur e quale promessa Dio gli aveva fatto. (Ge 12:1-3; 13:14-17; 22:15-18)
Con Mosè il ruolo del profeta diviene più chiaro. La posizione del profeta come portavoce di Dio è messa in risalto dal fatto che Jahvè diede ad Aaronne l’incarico di fungere da “profeta” o “bocca” per Mosè, mentre Mosè ‘era come Dio per Aaronne’. (Eso 4:16; 7:1, 2)
### CHIUDO OT