posso intervenire?
-passato. Ogni cosa la mondo ha un passato, e spesso non edificante, per il pensiero moderno. Ciò non giustifica cosa è stato fatto in passato, ma non pregiudica il giusto corso del presente. il passato deve servire solo per non ripetere gli stessi errori. E' così anche nella vita del singolo individuo. Da piccolo una bella serie di cavolate, da maturo e aduto, si spera faccia le cose più correttamente, ma non è detto che le faccia....lo si spera.
- Ogni religione nei suoi tentativi espansionistici ha sempre fatto enormi cacchiate, nessuna esclusa. Si sperava soltanto che col giungere di modernità a cultura certe cavolate, molto pesante per i viventi, cessassero. Invece la storia si ripete sempre, nelle religioni e negli stati. Come uno diventa un attimo più potente o ricco, subito che pensa a come imporre le proprie idee e a sottomettere altri. E troppo spesso con guerre, scomuniche, bombe atomiche e cosi via dicendo. C'è solo la speranza che il fedele alla fin fine usi la giusta via di mezzo.
- Per MC16,15.. precisiamo.... tutti i credenti sono sacerdoti.
Gli Atti degli apostoli e le lettere di San Paolo si riferiscono ai ministeri della chiesa con le parole "episcopato" che ha una valenza di controllo e vigilanza, "presbiterato" ovvero l'anziano della comunità, "diaconia" per il servizio pratico.
La Lettera agli Ebrei spiega chiaramente che nella religione cristiana non vi sia più bisogno di sacerdoti come nell'Antico Testamento perché esiste un unico grande sommo sacerdote nella persona di Gesù Cristo, che si è offerto al Padre una volta per tutte per togliere i peccati degli uomini.
In un altro senso, tutti i credenti sono un real sacerdozio (1 Pietro 2:5, Apocalisse 20:6, cfr. 19:6). Il Nuovo Testamento usa "sacerdote" e "sacerdozio" in riferimento a tutti i battezzati. Ciò perché essi, in forza dell'unione con Cristo, possono accedere direttamente a Dio e offrire il sacrificio della lode, della preghiera e delle loro opere. Perciò assente dal Nuovo Testamento è la figura del sacerdote nel senso usuale della parola.
Il Sacerdozio è composto da vari uffici (apostolo, vescovo, diacono, presbitero/anziano) di cui troviamo innumerevoli riferimento nel Nuovo Testamento (1Tim. 3:1, (Fil. 1:1, 1Tim. 3:8-13), ecc.).
Per cui sacerdoti (tutti i fedeli, si spera conoscenti di ciò che professano), tra cui dei ministri incaricati e/o consacrati (pdiaconi, preti, vescovi). Ministri nel senso di "amministratore" di un qualcosa, in questo caso i Sacramenti. Chiunque è a conoscenza del Credo, ha diritto e dovere di parlare di ciò che professa, facendolo però consapevolmente. Cioè se si erge a "maestro" deve sapere ci cosa parla, altrimenti argomenti, ma non affermi.
Si, in Mc il Cristo non poteva parlare di Vangelo (I vangeli sono libri che raccontano la vita e/o la predicazione di Gesù. "Vangelo" deriva dalla parola greca #949;#965;#945;#947;#947;#941;#955;#953;#959;#957; (euanghélion), che arriva all'italiano attraverso il latino evangelium e significa letteralmente "lieto annunzio", "buona notizia".), ma quando Marco scrisse, il tradurre lieta novella in vangelo, visto che ormai era stato scritto, e che era la stessa cosa, possiamo ammetterla come "licenza poetica", giusto? E tutti siamo tenuti, in quanto fedeli e sacerdoti, non ad indottrinare, ma a parlare anche del proprio credo, al pari dei politici, degli storici, dei medici, degli avvocati e cosi via dicendo.
-Ascoltare chi sbaglia......S. Francesco di Assisi nel lontano 1226, nella suo testamento scrisse: "Poi il Signore mi dette e mi da una cosi grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà.
E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come i miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio nient'altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue che essi ricevono ad essi soli amministrano agli altri. . L'uomo è peccatore, e chi più in "alto" stà più ha occasione di peccare, non solo in modo sessuale. Umanamente il peccato è condannato e si spera castigato, spiritualmente chi è in possesso della conoscenza, è degno di portare traduzione e applicazione del credo. E, si spera sempre, non si chiuda nel suo tradurre, ma sia disponibile a guardare avanti e si ponga umilmente ad analizzare il nuovo fenomeno senza pregiudiziali: cosa che purtroppo non è di tutti.
- Ogni religione dice il suo credo. A chi credere? Se uno tornasse dall'aldilà ci potrebbe dire "guardate che di là c'è questo o questi Dei". Ciò non avverrà mai, forse, per cui sta alla nostra mente se credere o non credere e a chi e cosa.
Penso che la discriminante vada fatta se uno crede ad un continuo oltre la morte o meno. Se crede ci sia altro, se non si ha fede nel singolo nome, al di la che si chiami Cristo, Allah, Budda, Javèh, etc, se uno si comporta bene, onestamente, ed è di aiuto per gli altri, già ha fatto la base di tutte le religioni, nessuna esclusa.