L'autore è uno strano, fuori di testa decisamente, e sia in senso buono che cattivo. Come molti riformisti ha una veduta delle cose nuova, ma dal cercare "il vangelo nella strada" (la scoperta non è sua ma risale a ben 787 anni fa), per la troppa voglia di libertà, ora stravasa e (almeno sentendolo in molti interventi televisivi che fa) diventa blasfemo ammattendo tutto, troppo, omicidio compreso. E ciò dispiace agli ambienti anche più aperti dei riformisti. Nella vita a tutto c'è un limite, limite imposto quando si raggiunge le libertà altrui, che per eccesso di considerazione della propria, diventa sopraffazione dell'altro.
E, considerazione personale, ciò è disarmante. Non si capisce se ci crede davvero o stravasa per farsi seguire. Questo ovviamente dispiace, perché le tematiche portate avanti dal rivoluzionario son in gran parte vere, buone, anzi ottime, salvo quando poi eccede in temi che sono di fatto, appunto, violazioni di libertà altrui. È il rischio di molti riformisti, e anche lui è caduto della trappola dell'eccesso opposto.
Vedi di leggere usando un po' di grano salis.