Riflessioni naturiste sul Vangelo

n/a 10/02/2010 18:37 48.580 Visite
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19/11/2010 18:51
Il Levitico è noto come il libro biblico dove si condanna l’omosessualità, il nudo e altro, “senza ma e senza sé”, peccato che insegni anche "che le donne sono immonde durante il loro ciclo mestruale (cfr Levitico 15,19). Ecco perchè neanche il cristiano più fondamentalista proclamerebbe che tutta legge levitica è parola infallibile di Dio, anche perché il Levitico è un commento della Legge Divina strettamente legato al suo tempo. Ecco perchè leggere la Bibbia con un po' di buon senso non ha mai fatto male a nessuno! La Bibbia dichiara con chiarezza e succintamente in Levitico 18,22 “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio”, e in Levitico 20,13 “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro”. Come dicevano gli anziani [battisti, ndt]: “Lo dice la Bibbia, credilo”, così è stabilito! Ma il Levitico insegna anche che le donne sono immonde durante il loro ciclo mestruale (cfr Levitico 15,19), che quando danno alla luce un maschio sono immonde per una settimana, se è una femmina per due settimane (cfr Levitico 12,2.5); [il Deuteronomio dice, ndt] che defecare in mezzo a un campo era in accettabile per timore che Dio, passando in mezzo all’accampamento, si sdegnasse e andasse via (cfr Deuteronomio 13,13-15). Questa è la Parola di Dio infallibile? Neanche il più fondamentalista/letteralista proclamerebbe che tutta legge levitica è parola di Dio infallibile. Per noi altri, tutto ciò non è neanche all’altezza di un dibattito. Con questo, comunque, non si vuole dire che il Levitico e gli altri Libri che riguardano la Legge debbano essere esclusi dai libri canonici, né che non siano rilevanti o che non abbiano spazio nel Cristianesimo contemporaneo. Buttar via il bambino con l’acqua sporca non è mai una risposta appropriata nel mondo dell’interpretazione biblica. Nel Levitico, così come negli altri libri che contengono commenti della Legge, c’è molto che non era solo pratico, ma anche necessario per la salute della tribù. In ciò risiede la questione del Levitico: deve essere capito e interpretato nell’ambito del suo particolare ambiente culturale. Il libro del Levitico è un prodotto della sua cultura, non solo un commento della Legge così come scritta nei Dieci Comandamenti. Gli scrittori non erano scienziati né storici che scrivevano per competenza, ma persone di fede, sacerdoti, che scrivevano secondo le poche esperienze che avevano vissuto. Erano risolutori di problemi in un’era dove azioni semplicistiche ma decisive erano state rese necessarie da malattie e controversie sorte nel campo della tribù di Israele. Erano persone addette al culto costrette a prendere decisioni rapide e veloci non appena sorgevano dei bisogni. Per i Cristiani del ventesimo secolo usare queste formule come criteri per prendere decisioni etiche e morali sarebbe ingenuo nel migliore dei casi, eresia nel peggiore. I sacerdoti utilizzavano gli strumenti di conoscenza a loro disposizione, così come noi siamo tenuti a utilizzare gli strumenti di conoscenza a nostra disposizione. Oggi possiamo beneficiare di migliaia di anni di conoscenze! Risultato finale: gli argomenti che riguardano e fanno pensare all'omosessualità nel Levitico così come in tutta la Scrittura devono essere trattati allo stesso modo. La Bibbia non è una caffetteria, non ci può essere una scelta scrupolosa! Le regole di interpretazione devono essere coerenti a tutti i livelli. Pertanto, il testo del Levitico deve essere criticato nel suo complesso, e non a casaccio al fine di difendere o condannare un particolare punto di vista. Un versetto estratto dal suo contesto non è mai un adeguata regola di misura per fare esegesi biblica e interpretazione con integrità. Questo vale in particolare per il Libro del Levitico. Un po' di buon senso non ha mai fatto male a nessuno! ----------------- questo quanto ho trovato in giro come prima spiegazione. Sappiamo benissimo che la bibbia è prima di tutto un libro storico, e che contiene tante aberrazioni, da cui dobbiamo estrapolare. Tutto il vecchio testamento è pieno di regole, di comandamenti strani, di solleciti alle guerre, ai genocidi per motivi di razza (vedi le fonti di Hitler). E cosi via. Ma soprattutto erano regole per la gente del tempo, per i problemi del tempo. Anche nel vecchio testamento si trova che l'animale ucciso va dissanguato, e che il maiale è impuro. Finchè Marco non ha scritto che è ciò che esce dalla bocca dell'uomo e non ciò che entra, che può essere malevolo. Perfetta contraddizione apparente. Ma oggi sappiamo che la staria del maiale e del sangue, identica nell'islamismo, era solo una norma igenica, dettata dal fatto che col gran caldo della zona, quella carne e la presenza di sengue era possibile fonte di infezioni anche gravissime. Nulla di legato alla religione. Si, ci possono essere cose su cui riflettere, ma noi sappiamo che essere nudi senza malizia, non è cosa cattiva. Se vogliamo essere cattivi (sessualmente) possiamo e lo siamo anche se tessili. Personalmente seguo più il N.T. e i documenti successivi, sui quali ragiono meglio. Non a caso qualcuno è venuto per raddrizzare le strade, e dare un unico comandamento che in parte conferma, che che semplifica tutti gli altri. Insomma non fasciamoci la testa e usiamo il cervello. Non è la regolina ciò che ci farà strada.
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19/11/2010 21:34
Mi pare che Fenice abbia colto il succo.Se consideriamo la Bibbia e i Vangeli come libri storici come intendiamo noi (cronaca di un fatto)sbagliamo di grosso.Storici in quanto riflettono cultura e modi di pensare e vita di tutti i giorni di un popolo nella sua storia,allora si.Non facciamo lo sbaglio di chi crede che libri ispirati vuol dire che Dio stesso su un orecchio ha detto cosa scrivere.L'intervento di Dio e la sua vicinanza ad un popolo passa attraverso la cultura e l'intelligenza che essi possono esprimere.Tutta la storia biblica compresi i vangeli sono l'esperienza genuina degli scrittori di Dio e che scrivono in piena libertà la storia che vivono o che hanno vissuto i loro antenati sotto la visuale di Dio ,amoroso verso il suo popolo e che interviene per loro.Perciò veri scrittori sia chi materialmente ha scritto sia Dio che ha ispirato rispettando la condizione umana,la conoscenza e la cultura.Libertà degli scrittori,libertà di Dio che non si serve degli uomini come scribani senza umanità e libertà,ma fa passare il suo pensiero secondo le categorie umane,storiche.Perciò la Bibbia è di Dio,ma pienamente esperienza umana con tutte le sue contradizzioni. L'interpretazione allora della Bibbia diventa un obbligo per estrapolare il messaggio autentico di Dio. Ma quello che mi piace di più è che Dio non può fare a meno dell'esperienza storica degli uomini e del loro divenire per dire ciò che pensa. Poi sopratutto per i vangeli bisogna considerare che erono catechismi per i credenti,esortazioni,incoraggiamenti e tutta la vicenda storica di Gesù,come descritta,appare condizionata da ciò.In un'altra situazione storica avremo i vangeli differenti da come appaiono ora,cioè per quel tempo. Il contenuto è sempre lo stesso,ma i stili,ambiente storico scelto,cosa dire e cosa non dire potevano cambiare a seconda delle esigenze della comunità a cui era riferito lo scritto. Nel vangelo non c'è scritto tutto,ma quello che serviva alle comunità di quell'epoca.O meglio è scritto tutto del messaggio di Dio agli uomini,a ciò che serve agli uomini di ogni tempo,ma non ogni virgola dell'esistenza di Gesù. Questa è la difficoltà:capire veramente il messaggio originale di Dio estrapolandolo dal contesto scrittura e ambiente.Ma il succo principale appare chiaro:Dio ti ama come papà e tu uomo ama gli altri come fratelli.[:D]
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20/11/2010 09:06
jarod73 ha scritto:
Non scoprirai la nudità di …
Cerco di leggere questo “comandamento” sotto l’ottica naturista, e vedere se è un segno di conflittualità tra la filosofia naturista e la Bibbia (credo che sia questo il dubbio di Jarod). Ebbene, qui dice “non scoprirai la nudità di… “, e non “non scoprirai la tua nudità”. Non mi sembra una sottigliezza: nella mentalità e nel linguaggio ebraico “scoprire la nudità” significava possedere una persona, mentre non c’è nessun accenno sulla nudità passiva. In altre parole se io spoglio un’altra persona (cosa che un naturista non si sognerebbe mai di fare) esercito una certa violenza, una prevaricazione su di essa, mentre al contrario, se io mi spoglio davanti ad una persona, è una forma di umiliazione che io assumo nei suoi confronti. È un po’ lo spirito dell’atteggiamento di S. Francesco, quando si spogliò nella pubblica piazza, non per prevaricazione o imporre la visione del suo corpo (esibizionismo o altro), ma solo per umiltà. E questo credo non sia per nulla contrario al messaggio biblico ed evangelico.
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03/12/2010 12:24
Vorrei farvi dono di questa preghiera composta da me anni or sono per un incontro di ringraziamento per fine anno.Forse a qualcuno può stimolare delle riflessioni.[:D] O Signore nostro Dio non possiamo far tacere il nostro grazie per Te. Vedi,siamo in molti qui,e ognuno te lo vorrebbe dire. Te lo vorrebbero dire questi bambini perchè sono la vita e l'innocenza di Te. Te lo vorrebbero dire questi anziani perchè sono l'amore sempre giovane di Te. Te lo vorrebbero dire questi genitori perchè sono l'amore gratuito di Te. Te lo vorrebbero dire questi giovani perchè sono le tue mani e la tua speranza. (aggiungo oggi) Te lo vorrebbero dire noi nudi di fronte a Te perchè la nudità è la tua ricchezza. O Signore Gesù ci arrendiamo al tuo sguardo e siamo disponibili alla tua voce. [:D][:D][:D]
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07/12/2010 19:06
Seconda lettura di domani. Piace molto questo versetto. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità Prima ancora che ci fossimo già Dio ci coccola del suo amore: per essere santi(coloro che aderiscono al vangelo,innamorati del Cristo) e immacolati (qui ci stà bene "nudi")di fronte a lui nella carità (non parole ma amore per gli altri). Non c'è altra strada:dobbiamo quasi "dimenticarci"di Gesù perchè pieni dell'amore ( suo) che doniamo agli altri ogni giorno ed in assoluta concretezza.[:D]
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21/12/2010 18:07
Sabato NATALE:il Dio della storia è tra noi. Dio che ogni uomo cerca è qui con noi,ci cerca,ci aspetta e ci ama. Dio della mia storia,Dio di tutta la storia stacci vicino come una mamma può fare,dacci il coraggio di vederti in ogni persona che incontriamo,dacci il coraggio di accoglierla ed amarla,dacci il coraggio della nudità del nostro cuore,ma rivestiti di quella carezza paterna che ci fa affogare senza rimpianto nell'amore che si fa dono. E'un anno che c'è questa rubrica,un anno di discussioni e confronti,un anno che Dio è con noi e osserva incuriosito,a volte divertito di quello che scriviamo,ma sicuramente compiaciuto della nostra nudità. Grazie a tutti ed un grande Buon Natale[:D]
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21/12/2010 21:09
Il dono più importante che riceveremo sarà quello che ci ha fatto Dio, donandoci il suo figlio unigenito per la nostra salvezza. Null' altro importa come regalo anche se fa sempre piacere riceverne, sia il più prezioso, alla moda, tecnologicamente attuale, ecc. se non accogliamo l'altro, il "diverso", il prossimo e Gesù,non ci preoccupassimo solo delle grandi abbuffate, le tavole ben imbandite e la casa ben addobbata ed accogliente, le luci, ecc. non avremmo capito nulla del Natale.
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08/01/2011 09:22
Domenica 9 Gennaio,2 lettera di S.Giovanni. Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Mi soffermo su una frase:"i suoi comandamenti non sono gravosi" Perchè pensiamo sempre che fare il bene,amare e donarci sia una schelta quasi innaturale,che pesa sulle nostre spalle?Perchè non rovesciamo il tutto affermando che fare il bene,amare ed il dono sono le cose più naturali,più concrete che ci siano?E' come dire che ciò è scritto nel nostro DNA. Anche la natura tende al bene e se noi rientriamo in quel movimento creativo che è la natura,ci riprendiamo quella tensione naturale che ci porta al bene,al donarci.In fondo abbiamo il DNA di Dio. Magari sono le nostre culture che ci annebbiano la vista,ma noi naturisti,appunto attenti alla natura,dovremmo essere i primi ad accorgerci di questo gioco meraviglioso che ci fa vincere sempre nel bene e nel donarci.[:D]
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18/01/2011 10:38
Ecco un regalo per noi naturisti credenti e non Altissimu, onnipotente bon Signore, Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messer lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumeni noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione. Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento. Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke 'l sosterranno in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po' skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate. Solo una cosa senza soffermarsi su questioni teologiche dei 4 elementi ecc. Potrebbe essere senza dubbio il nostro inno,scritto quando il naturismo era ancora nella mente di Dio. L'inno alla morte vissuta e vista non come tragedia ed un non senso,ma come semplicemente naturale perciò bella come tutto il resto delle creature in una dimensione positiva dell'universo.La morte è bella non tanto perchè c'è Dio,ma perchè fa parte della natura perciò buona e bella. San Francesco aveva già colto il senso profondo del naturismo e della nudità come espressione del corpo e del cuore,magnifiche creature di Dio e in qualche modo Sua espressione. Ciao[:D] Ps si potrebbe dire ancora un mare (nostro fratello)di cose...
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18/01/2011 11:35
Mi viene di getto:l'unica timore per Francesco è la morte senza una vita di bene,di dono i quali,dono e amore,sono la cosa più naturale che ci sia per l'uomo.Il contrario cioè il non amore non è naturale per noi...il non amare è una scelta e ci vuole fatica e impegno a farla..[:D]
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28/01/2011 17:16
Dal vangelo secondo Matteo In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Una cosa soltanto:Qui Gesù mette in crisi il concetto di felicità (cosa indispensabile all'uomo di cui anche Gesù aspira come noi) o meglio ne da un 'altro contenuto ed afferma che questa felicità appagherà totalmente l'uomo.Ma quale felicità? Ps in queste beatitudini ci siamo dentro anche noi naturisti.[:D]
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05/02/2011 12:51
Riporto qui un pezzo di una riflessione di una persona di chiesa sul 1 capitolo della Genesi per un corso di fidanzati. "Ora tutti e due erano nudi ma non ne provavano vergogna. Io ritengo che questa sia l'immagine non solo conclusiva ma anche sintetica; cioè così dovrebbe essere sempre, che marito e moglie si guardino nudi, cioè non ci sono ostacoli, non ci sono veli, ma questa comunicazione è piena, trasparente totalmente, non solo nell'atto coniugale ma in tutta la vita coniugale perché non c'è niente che li separi. Questo dice anche tutta la positività con cui la Scrittura guarda alla sessualità, all'atto sessuale che davvero il corpo dell'uomo e della donna è il capolavoro del creato e l'atto coniugale con cui si esprime l'amore, con cui si trasmette la vita, è uno dei gesti più significativi proprio per farci capire chi è Dio, che è Padre, amore, dono di vita, vita in se stesso. Ma non ne provavano vergogna. A me piace aggiungere ne provavano pudore per introdurre questa idea di pudore, oggi considerata un po' antiquata che mi sembra preziosissima e vada decisamente riscoperta, cercando di eliminare una frequente confusione tra vergogna e pudore. Se inizialmente hanno una spinta nella stessa direzione di coprire, però hanno la radice decisamente contraria: la vergogna fa nascondere ciò che è brutto, il pudore fa nascondere ciò che è bello. E anche qui, credo, nel rapporto uomo e donna si colga il pudore non solo legato alla sessualità ma a tutto il mondo interiore. Io penso che se uno scrive delle poesie non vuole che nessuno le vada a leggere perché sennò si banalizza, perché sennò quello che è la comunicazione più intima diventa merce. E il pudore è ciò che permette di cogliere il dono che l'altro ti fa come rivelazione di se stesso. Solo così la nudità diventa un dono di comunicazione, di rivelazione, se l'altro lo coglie non nell'aspetto esteriore ma nell'aspetto intimo. Questa conclusione per cui uno si denuda dicendo ma non mi vergogno del mio corpo, in realtà trasforma il proprio corpo in cosa, non è più se stesso che dona un qualcosa di diverso da se stesso con tutto quello che ne consegue. Davvero c'è questa scissione tra io ed il mio corpo che, anche nel gesto più grande che è quello dell'unione sessuale, non sono più coinvolto come persona ma è una cosa che non mi riguarda, per cui per questa riscoperta del pudore le cose più belle devono essere rivelate solo come dono di sé, che ci permette di cogliere tutta la positività ma anche la delicatezza e la preziosità di queste dinamiche, che sono le dinamiche dell'amore oltre che della sessualità" Mi ha fatto riflettere parecchioalcune frasi,lasciando per il momento da parte la questione sulla sessualità e procreazione. Mi ha colpito come la nudità praticata non possa essere disgiunta da un atteggiamento di rilezione,di rivelazione di se,di comunicazione,di dono e dunque di amore.La nudità esteriore da sola non basta ( è quello che l'autore dice quando il corpo si trasforma in cosa ),bisogna che sia accompagnata da un atteggiamento di rivelazione di se e di dono. Questo secondo me è la potenza intrinseca della nudità praticata in maniera sana.Anche il significato del pudore prende un aspetto positivo:la mia nudità non è merce,ma dono e va praticata quando assieme agli altri c'è una circolarità di relazioni significative ed edificanti.Cioè la nudità è talmente ricca da non "sprecarla" solo per prendere il sole (giusto e onesto però),ma mi rendo conto che praticarla comporta atteggiamenti diversi e nuovi verso gli altri. Allora il pudore,così concepito, serve ad avere rispetto di chi non può,o non vuole,accogliere la nudità come ricchezza interiore che si vuole donare. Ancora:il pudore serve a difendere questa ricchezza da interpretazioni malsane della nudità,e non avere pudore quando si può praticarla sapendo che vi è qualcuno che possa accogliere questo dono. La vergogna mai,essendo sinonimo di non accettare il corpo come sempre meraviglioso anche se vecchio,mutilato o non conforme ai canoni moderni per apparire. Quetse sono alcune riflessioni buttate giù in fretta. Apetto le vostre che credo molto più proficue.[:D][:D]
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17/02/2011 15:36
Domenica 20 febbraio dal vangelo di marco: Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Forti queste parole,di una potenza incredibile che procurano un subbuglio nelle nostre menti. Queste parole sono per tutti o per i cistiani "deboli" Che giustizia è questa,ma è umana? Sono veramente un uomo prima di tutto se perdono e amo il nemico?O sono di una umanità di serie b che sopporta l'ingiustizia altrui? Perchè Dio non fa piovere solo sui giusti e fa sorgere il sole solo per i buoni non sarebbe corretto da parte sua?Non è una sua ingiustizia questa? L'amore ci da una visione totalmente diversa e quindi possiamo capire queste parole.[:D]
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04/03/2011 10:43
Dal vangelo secondo Matteo Domenica 6 Marzo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Mi viene in mente l'altro topic sulla omosessualità,garda a caso.[:D]
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21/03/2011 11:42
Domenica 27 Marzo (Gv 4, 5-42) “Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le disse: «Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». Uscirono allora dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete. Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo» Famoso incontro di Gesù con la Samaritana. E' uno dei più lunghi dialoghi riportati nei vangeli.Come ambientazione storica colpisce che Gesù parli con una donna in pubblico (peccatrice ed il dialogo con una donna vietato dalla legge),con una samaritana (popolo non accettato dagli ebrei,per noi i rom per dare un esempio) e per di più discorre di teologia e della legge (proibito questo alle donne e verso le donne). E' da notare il comportamento maschilista del tempo dei discepoli,anche se erano aperti alle gesta di Gesù,loro maestro. E' un dialogo delicatissimo,fatto da vari quadri emotivi:indifferenza,meraviglia,ironia ed interessamento e richiesta d'aiuto. A perte gli insegnamenti morali o teologici mi soffermerei su un aspetto:La Libertà di Gesù. E' una libertà umana,prima di tutto e perciò imitabile,che nascendo da un dono totale non trova confini e perciò scardina leggi e pregiudizzi. E' l'amore,dinque,che fa l'uomo libero e non le leggi,secondo Gesù.Allora diventa naturale parlare con le donne e samaritani dando quella dignità di persone che hanno una cosa che tutti noi abbiamo in comune e che ci lega:il dono dell'amore e del dono di se. Ecco che il luogo del vero culto a Dio è Gesù e cioè ogni persona umana.Ogni comportamento d'amore verso l'altro diventa il tabernacolo dove Dio è presente. La seconda cosa è la libertà di Gesù che diventa liberalizzante ,se lo seguiamo,per tutti noi ed io accentuerei per la donna di quel tempo e di oggi. La nudità della donna,per noi naturisti e nudisti,ha altri valori che scardinano i pregiudizzi del nostro tempo (donna nuda=donna oggetto di piacere e altro che sapete). Per noi la nudità della donna e dell'uomo allora incarnano e rappresentano modi diversi di dono e accoglienza al mondo. Nudi,diventiamo simboli (come Gesù in croce,nudo ed a braccia aperte,che tra poco rivivremo nel Venerdì Santo)di accoglienza e di quella ricchezza d'amore così grande da dover essere espressa nella diversità tra uomo e donna,non esprimibile altrimenti da una parte sola. Così anche noi nella nudità saremo quella fonte che zampillerà acqua che disseta per sempre quella sete che tutti noi abbiamo:La voglia e desiderio esistenziali di amare ed essere amati. Grazie e ciao[:D]
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