Riflessioni naturiste sul Vangelo

n/a 10/02/2010 18:37 48.554 Visite
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25/02/2010 10:12
Bravo fenice,non avrei potuto dire meglio.[:D]Aggiungo che il concilio vaticano II definisce tutto il popolo di Dio come sacerdozio regale e infallibile.Così facendo si è cominciato a partire dal basso verso l'alto e non viceversa mettendo al centro servizio verso l'uomo e l'amore vicendevole.Anche i nostri presbiteri sono qui per servizio e amore (spesso lo dobbiamo ricordarglielo)e sono giudicati proprio su questo. Che è venuto a fare Gesù Cristo?Farci diventere uomini diversi,dei,staccati dal mondo?No è venuto soltanto a farci vedere con la sua esperienza umana cosa significa essere veramente uomini.In fondo penso che sia tutto qui quello che l'uomo cerca.Il comandamento che ci ha lasciato è l'amore vicendevole fino al dono della vita e per tutta la vita.Credo che nella storia ci siano molti esempi di grandi uomini (non credenti)che sono arrivati a dire che l'uomo a senso nell'amore e nel dono di se,attraverso valori come giustizia,pace ecc.Se l'umanità è arrivata a queste profondita nel concepire la vita dell'uomo,qual'è la novità del Cristo?senza parlare degli aspetti escatologici (paradiso ecc). E poi credo che l'unico punto in cui tutte le religioni,filosofie ecc.si trovano è proprio l'uomo e la sua realizazione.Da qui si devono giudicare religioni e pensieri:quanto queste ideologie migliorano l'uomo e lo fanno diventere più uomo?secondo valori già presenti nell'umanità come giustizia,pace,uguglianza ecc.Credo che la cosa sia molto più concreta che mai. Vorrei lasciarvi ancora la domanda:Qual'è la novità del Cristo? Grazie[:D][:D]
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25/02/2010 23:28
"Persone famose", basta pensare al Mahatma Gandhi, a Nelson Mandela e migliaia di altri simili, che han capito che la bontà e l'uguaglianza son la base di una società civile senza sopraffazioni, al di là del credo religioso. Novità del Cristo. Ce ne sono tante e una sola. Un breve riassunto dei credi diversi: -buddisti: credono in un aldilà a cui accedono quando son arrivati all'illuminazione e alla consapevolezza, e finiscono il giro vitale, la rinascita continua in qualsiasi essere vivente, finchè non raggiungono appunto le mete suddette. Ne esistono due tronconi principali, uno molto ferreo, a localizzazione maggiare asiatica, e uno molto più libero e oserei dire tollerante, a localizzazione extrasiatica. Ognuno però in pratica, pur perseguendo bontà rispetto etc etc, tendono più alla salvezza di tipo personale. (Se non erro Biotto è un esperto in materia, e apprezzerei molto il suo contributo, sicuramente più corretto e completo del mio) -ebrei, aspettano ancora il Messia, da cui deriverà l'apertura dell'al di là, con il premio ai soli pochi predestinati. Questa religione ha come base una infinita serie di regole ferree e non "aggirabili" ne discutibili. -islam: credono nell'al di là, ma lo ottengono solo con l'imposizione del loro credo al mondo intero. non c'è accettazione della diversità, e combattono (armi e morti compresi) affinchè il loro credo trionfi. Tutte le "regole" son raccolte nella Sharì'a. Questo è un termine generico utilizzato nel senso di “legge” che indica due diverse dimensioni, una metafisica ed una pragmatica. Nel significato metafisico, la sharì'a, è la Legge di Dio e, in quanto tale, non può essere conosciuta dagli uomini. In questo senso, il fiqh, la scienza giurisprudenziale, rappresenta lo sforzo esercitato per individuare la Legge di Dio, e quindi la letteratura legale prodotta dai giuristi costituisce opera di fiqh, non di sharì'a. Fonti della legge islamica sono generalmente considerate il Corano, la Sunna (ovvero gli hadith del Profeta), il consenso dei dotti e l'analogia giuridica , la sharì'a accetta solo le prime due fonti in quanto divinamente prodotte o ispirate. Secondo gli ‘ulam#257;’ la Shari‘a consentirebbe la pena di morte in quattro casi: omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio, bestemmia contro Allah (da parte di persone di qualunque fede) e apostasia (ridda) ciò nonostante viene invocata regolarmente per giustificare i casi di condanna a morte per omosessualità in stati come l'Iran, la Nigeria o l'Arabia Saudita. Il peggio è che queste regole cambiano a seconda di chi le interpreta, a parte poche cose fisse per tutti. I Talebani, gli studiosi del Corano, sono gli equivalenti dei nostri teologi, spesso in lotta tra loro, per la diversa interpretazione che deriva dall'interpretazione del Corano. Vedasi Sunniti e Schiiti. -cristianesimo. Se analizziamo bene solo 10 sono i comandamenti, e tutti di tipo di rispetto societario (non rubare, non ammazzare, non commettere adulterio, non desiderare roba o donne (e uomini) d'altri. Soli i primi sono rivolti alla divinità e in particolare i due che Gesù enfatizzò ""Qual è il primo di tutti i comandamenti?". Rispose Gesù: "Il primo è questo: Ascolta, Israele, il Signore nostro Dio è l'unico Signore: amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Altro comandamento più grande di questo non c'è" e quello che "dettò" da solo, quasi annullando (ma sicuramente completando e riassumendo) i precedenti di Mosè. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri». Non mille regoline diverse, ma amare gli altri come lui ci ha amati, fino alla croce. Una delle novità più importanti è la rivelazione della Misericordia Divina. Non c'è condanna assoluta per il peccatore, chiunque può ugualmente aspirare al paradiso, se esistono le giuste condizioni. Il Cristo si è immolato sulla croce per prendere su di se il male del mondo, e ci può liberare dal male, solo se noi lo vogliamo.
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26/02/2010 12:27
Domenica 28 febbraio luca 9,28-36 “Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto” aspetto vostri interventi..coraggio[:D]
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01/03/2010 07:11
a_fenice ha scritto:
-buddisti: ... (Se non erro Biotto è un esperto in materia, e apprezzerei molto il suo contributo, sicuramente più corretto e completo del mio)
Mi spiace di deluderti: non sono affatto esperto in materia di buddismo; il mio interesse per certi temi parte da considerazioni principalmente di carattere pragmatico: ritengo che l'uomo abbia anche una componente spirituale e che 'nutrire' questa componente produca benessere (allo stesso modo in cui un buon pasto ristora il corpo e soddisfa il palato). Sotto questo principio, io mi interesso di tutto ciò che produce evoluzione: principalmente tecniche (pratiche codificate), ma anche 'teorie' (organizzazioni del sapere), un po' per curiosità, ma soprattutto perchè con una visione corretta è più facile procedere nella direzione giusta. Ho qualche conoscenza e mi interesso anche del Vangelo per vari motivi: l'interesse deriva dal fatto che ritengo che il principio di non contraddizione valga nel campo della logica, quindi della scienza, perciò anche delle scienze umane e di conseguenza (essendo per me la spiritualità una componente dell'uomo) dovrebbe valere anche in campo spirituale. In soldoni questo si traduce nell'ipotesi che in tutte le religioni vi sia un nucleo di verità che assume, nei vari contesti, forme differenti: comparando le manifestazioni esteriori si dovrebbero meglio evidenziare i fattori comuni, che dovrebbero essere quelli più vicini al 'nucleo'. Le conoscenze derivano dal fatto che i miei genitori mi mandavano a messa e perchè ho fatto le elementari dalle suore. Da queste esperienze ho maturato la convinzione che dal punto di vista pratico ed evolutivo la chiesa Cattolica non sia poi un gran che. Ho toccato con mano l'ipocrisia del gregge che si passava informazioni sui posti e gli orari in cui la messa fosse più breve (non è un bel segno quando l'esercizio del culto è più un fastidio che un piacere) e anzichè ritrovarsi per discutere del Vangelo preferiva sostare dopo la funzione per diffondere pettegolezzi e maldicenze. E ho potuto conoscere la falsità dei pastori, da religiosi che in nome dell'amore di Cristo indottrinavano a suon di ceffoni a curati che preferivano all'amor sacro quello carnale di donne sposate, a parroci più devoti alla bottiglia che all'altare (ecc. ecc.). Ora, siccome anche nel Vangelo di dice che la pianta si riconosce dal frutto, dal punto di vista pragmatico, considerati i frutti delle tecniche di crescita a disposizione del cattolicesimo, considero la pianta cattolica non molto feconda: ritengo molto più produttivo lo studio autonomo delle Scritture Sacre che la frequentazione di chiese ed oratori.
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01/03/2010 17:21
Nella trasfigurazione vedo forse l'ultima tentazione del Cristo e dei sui discepoli.Bastava she Gesù si fosse mostrato in tutta la sua gloria a tutti e non c'era dubbio che tutti lo avrebbero seguito compresi i romani.Chi si sarebbe rifiutato a seguire un Dio potente e Buono?Nessuno credo e l'umanità sarebbe stata in buone mani.I discepoli come si vede si sarebbero adeguati,fuori dalla realtà,che Gesù avrebbe fatto il resto.Ma Gesu selsce un'altra via quella del dono che comportava sofferenza fino alla passione.Trovo grandioso che Gesù divenne talmente umano da rifiutare le sue prerogative divine condividendo totalmente la condizione umana e che secondo il mio parere è questo che lo rivela Dio.Così uomo che soltanto Dio poteva esserlo e noi con lui. Per rispondere a Biotto trovo veritiera la sua posizione,ma penso anche a quelle migliaia o milioni di persone che nella storia hanno incarnato il vangelo.Se da un lato trovo scoraggiamento per le realtà che giustamente tu elencavi sopra,trovo allo stesso tempo speranza e inquetudine sia perchè la relta del messaggio evangelico vive ancora,ma allo stesso tempo la responsabilità che l'incarnazione dello stesso è nelle nostre mani di uomini.Mi farebbe paura una chiesa (intendo non solo chi ha responsabilità) perfetta,ma una chiesa in cammino dove spesso rinnega se stessa e fa cose mostruose da un lato e dall'altro compie gesti evangelici passo dopo passo mi da speranza.[:D]
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01/03/2010 22:51
c'è chi paga le tasse, e chi le evade. Chi le utilizza al bene degli amministrati, e chi le spreca in mille cavolate. C'è chi vive del suo lavoro e del sudore della fronte, e chi invece si arricchisce a spalle degli altri senza fatica alcuna. C'è chi pratica un nudismo sano e tranquillo e chi ne fa una vita di sesso. C'è chi ama e cura i propri figli, e chi li stupra. C'è chi ama il suo fratello, e chi lo tiranneggia, chi gli fa guerra, chi lo ammazza. Ma chi sbaglia, esagera, ruba, ammazza etc etc, non nega la verità di chi invece vive nel giusto modo la sua vita, il rispetto per gli altri, l'onestà, la rettitudine etc etc. Per questo nonostante preti assurdi, preti pedofili, parrocchiani menefreghisti, pratica religiosa fatta solo per consuetudine e tradizione, crociate e inquisizione, quel credo nato millenni fa, e perfezionato dal Cristo, ancora vive e vegeta. Gli errori di alcuni non negano la correttezza e la verità di altri. Se ogni volta che uno sbaglia ci allontanassimo da ciò che rappresenta, sarebbe l'anarchia più assoluta. Meglio saper discernere il bene, seguirlo, e allontanarsi dal male, di qualsiasi ambito societario si tratti.
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Algol
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02/03/2010 17:41
Biotto ha scritto:
a_fenice ha scritto:
-buddisti: ... (Se non erro Biotto è un esperto in materia, e apprezzerei molto il suo contributo, sicuramente più corretto e completo del mio)
Mi spiace di deluderti: non sono affatto esperto in materia di buddismo; il mio interesse per certi temi parte da considerazioni principalmente di carattere pragmatico: ritengo che l'uomo abbia anche una componente spirituale e che 'nutrire' questa componente produca benessere (allo stesso modo in cui un buon pasto ristora il corpo e soddisfa il palato). Sotto questo principio, io mi interesso di tutto ciò che produce evoluzione: principalmente tecniche (pratiche codificate), ma anche 'teorie' (organizzazioni del sapere), un po' per curiosità, ma soprattutto perchè con una visione corretta è più facile procedere nella direzione giusta. Ho qualche conoscenza e mi interesso anche del Vangelo per vari motivi: l'interesse deriva dal fatto che ritengo che il principio di non contraddizione valga nel campo della logica, quindi della scienza, perciò anche delle scienze umane e di conseguenza (essendo per me la spiritualità una componente dell'uomo) dovrebbe valere anche in campo spirituale. In soldoni questo si traduce nell'ipotesi che in tutte le religioni vi sia un nucleo di verità che assume, nei vari contesti, forme differenti: comparando le manifestazioni esteriori si dovrebbero meglio evidenziare i fattori comuni, che dovrebbero essere quelli più vicini al 'nucleo'. Le conoscenze derivano dal fatto che i miei genitori mi mandavano a messa e perchè ho fatto le elementari dalle suore. Da queste esperienze ho maturato la convinzione che dal punto di vista pratico ed evolutivo la chiesa Cattolica non sia poi un gran che. Ho toccato con mano l'ipocrisia del gregge che si passava informazioni sui posti e gli orari in cui la messa fosse più breve (non è un bel segno quando l'esercizio del culto è più un fastidio che un piacere) e anzichè ritrovarsi per discutere del Vangelo preferiva sostare dopo la funzione per diffondere pettegolezzi e maldicenze. E ho potuto conoscere la falsità dei pastori, da religiosi che in nome dell'amore di Cristo indottrinavano a suon di ceffoni a curati che preferivano all'amor sacro quello carnale di donne sposate, a parroci più devoti alla bottiglia che all'altare (ecc. ecc.). Ora, siccome anche nel Vangelo di dice che la pianta si riconosce dal frutto, dal punto di vista pragmatico, considerati i frutti delle tecniche di crescita a disposizione del cattolicesimo, considero la pianta cattolica non molto feconda: ritengo molto più produttivo lo studio autonomo delle Scritture Sacre che la frequentazione di chiese ed oratori.
Se è per questo allora ti dico che ci sono anche tantissimi scienziati che sono pedofili...che non hanno rispetto per la vita...che hanno inventato armi di distruzione di massa....che hanno anteposto il lucro al benessere della comunità ecc....e allora per questo io non dovrei più credere alla scienza???!!La tua logica mi sembra alquanto limitata e limitante.....
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04/03/2010 15:23
Domenica 7 Marzo Luca 13,1-9 In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». Aspetto suggerimenti.ciao e buona domenica.[:D]
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DolceRandy
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04/03/2010 21:49
Da una parte, la cultura cristiana soffre ancora le conseguenze del fatto di aver associato il corpo al peccato e di considerare la nudità, specialmente quella femminile, un simbolo di seduzione e di sesso. Dall'altra, la cultura permissiva della società secolare sminuisce il rispetto per il corpo, svilisce l'amore sessuale e la castità. Voglio cominciare, allora, con un principio: come cristiani, noi crediamo nella sostanziale perfetta pienezza di ogni corpo umano. Crediamo di essere stati creati da un Dio che ci ama così come siamo, corpo e anima. I nostri corpi, in quanto creazione di Dio, non sono cosa di cui dobbiamo vergognarci. In questo focalizziamo la nostra attenzione sulla nudità e sul suo ruolo nella mancata piena accettazione delle donne all'interno della Chiesa. Il modo in cui è stata vista e rappresentata la nudità ha profondamente influenzato, e continua ad influenzare, il modo in cui le donne sono viste da molti membri della Chiesa, comprese alcune delle nostre massime autorità.
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04/03/2010 23:13
e si. La tentazione parte da quella mela, che oggi dopo millenni chiamiamo patata (chissa poi perchè), e dal fatto, come abbiamo visto nel topic "uomini e donne", che il maschietto ha un'unico interruttore, e quando vede possibilità di raccolti di frutta o ortaggi, perde la testa e ne combina di tutti i colori. Da qui, dalla scarsa fiducia sull'umano, dopo millenni di esperienza, sul "contenimento" del maschio, la cultura predominante è stata quelle del "nascondere per non tentare". In fondo, le massime autorità si allineano alla paura delle tentazioni. Se di chiesa, perchè dopo decenni di castità (tutti?) forzata, anche se voluta, han paura di cedere. Se di stato, perchè devono seguire il pensiero popolare (almeno a parole e leggi, perchè poi di fatto, amanti, escort, trans, Noemi e cosi via dicendo). Se le mura dei palazzi potessero parlare...............
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04/03/2010 23:52
cordom ha scritto:
Domenica 7 Marzo Luca 13,1-9 In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». Aspetto suggerimenti.ciao e buona domenica.[:D]
Il brano contiene tre parti principali. Le prime due son sostanzialmente simili, la terza è la riflessione. Il primo punto: si parla di un gruppo di Samaritani uccisi da Pilato, sembra senza motivo. E la chiacchiera del popolo era "chissene, se lo meritavano, sono dei senza dio, dei vagabondi, senza alun ritegno". Perchè questo? Un secondo di storia per capire. Ai tempi della 1° deportazione Assira, non tutti gli ebrei vennero portati via, ma gli abitanti della Samaria rimasero nella loro terra. Seguivano in modo ortodosso le leggi di YHWH (Dio padre, letto anche Yavè o Eloìm o Adonai) date a Mosè. Però per i Giudei, questi erano solo una massa di peccatori, perchè secondo loro nel frattempo del ritorno del popolo ebraico, questi si erano fusi con pagani, e quindi avevano profanato di fatto la purezza della razza (alla faccia!!!). Indi Samaritano= peccatore= chi se ne importa se li hanno uccisi. Il secondo punto: durante un temporale un gruppo di persone si erano rifugiate sotto la torre, e questa crollò. Non era fatalità, non era una torre costruita male. Per loro era la volontà di Dio di uccidere quei "peccatori". Dunque ogni morto accidentale, era dovuto alla volontà divina di uccidere i peccatori. E qui interviene Gesù che dice "ma credete davvero che quelli erano peccatori e voi siete i perfetti? Ma credete davvero che chi perisce, lo fa solo perchè peccatore. Ma voi vi credete tanto migliori di loro?"e specifica se non vi convertirete perirete tutti come loro. Ma visto che gli ebrei erano abituati a leggere le cose come volevano loro, la traduzione più logica era: si anch'io posso essere peccatore, indi meglio che mi converto o perisco anch'io oggi. Da qui la parabola successiva. Un proprietario terriero (Dio Padre) aveva piantato un albero di fichi (l'essere umano) che non portava frutti (era un peccatore, non faceva del bene, non era onesto ne retto) e ordinò di tagliare l'albero (ucciderlo, togliere l'uomo dalla terra). Ma il vignaiolo (Gesù) intercede e dice, aspettiamo ancora, diamogli tempo. Magari lo coltivo meglio (spargo insegnamento nuovo) e non è detto che non si decida a far frutto (da qui il progetto di misericordia divina, di portare tutti al temine naturale, qualunque esso sia, breve o lungo che sia, per dar tempo a tutti di portare frutti secondo i propri talenti, senza forzare la mano, e soprattutto senza provvedimenti "divini" anzitempo). Vederci una linea naturista? Ma c'è tutta la filosofia di chi si apre al confronto e all'insegnamento a color che vivono il nudismo in modo diverso, fuori dagli schemi corretti. Ci son segaioli etc tra noi.... non uccidiamoli, diamogli tempo, insegnamo loro il giusto modo di essere nudisti e di proporsi in modo corretto agli altri. Non solo. Te ti senti perfetto e non peccatore? Ma sei sicuro di essere migliore degli altri? Dicendola alla moderna...ma ti sei fatto mai un esame di coscienza. Ti sei mai guardato dentro per davvero? Sicuro che in te non ci sia nulla da cambiare? (ps. per i segaioli: ho specificato non uccidiamoli, no non li combattiamo.....)
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05/03/2010 01:28
a_fenice ha scritto:
La tentazione parte da quella mela, che oggi dopo millenni chiamiamo patata
I francesi, appunto, chiamano la patata 'pomme de terre'. Sarà per questo che da loro il naturismo è più diffuso? [:D]
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05/03/2010 04:39
Algol ha scritto:
Se è per questo allora ti dico che ci sono anche tantissimi scienziati che sono pedofili...che non hanno rispetto per la vita...che hanno inventato armi di distruzione di massa....che hanno anteposto il lucro al benessere della comunità ecc....e allora per questo io non dovrei più credere alla scienza???!!La tua logica mi sembra alquanto limitata e limitante.....
Algol, ogni tanto ti lamenti che non ti leggono con attenzione, ma tu lo fai nei confronti degli altri? Buona parte del mio post è fatta di testimonianze: sui motivi che mi spingono in una certa direzione e su ciò a cui ho potuto assistere nell'ambito dei luoghi di culto cattolico o degli edifici frequentati da appartenenti a tale culto. Il ragionamento è relegato all'ultima frase del mio post e se lo si osserva attentamente in realtà è un'opinione (mia) motivata. Sul fatto che la logica sia limitante non è un problema, infatti molto spesso in effetti lo è. Ad esempio, una delle critiche mosse al sillogismo aristotelico, considerato espressione di logica rigorosa, era che in realtà non produceva nuove conoscenze, limitandosi a rendere evidenti proprietà già presenti nell'affermazione di partenza. Ma anche nel caso dei teoremi, che a partire da alcune ipotesi giungono a tesi non sempre di immediato riconoscimento (es. il teorema di Pitagora), il loro campo di applicazione è comunque limitato dalle ipotesi sotto le quali esso acquista validità (i triangoli rettangoli). Comunque, anche se il mio scritto fosse un ragionamento, perlomeno lo sarebbe, mentre le tue affermazioni non mi sembrano molto imparentate con la riflessione, ma nemmeno col semplice buon senso. Infatti la scienza non si incarica di dare indicazioni etiche: compito della scienza è quello di indagare e se possibile scoprire le norme che sono alla base dei fenomeni naturali. Ci sono poi scienziati che, nel campo di loro pertinenza, si attengono anche a regole di ordine morale, ma questo va a loro merito come uomini, non come ricercatori. Uno scienziato è sputtanato come ricercatore quando nelle sue ricerche e nelle sue pubblicazioni non si attiene a un liguaggio pertinente, descrizioni rigorose, esperimenti riproducibili, conclusioni valide. Se uno scienziato si inchiappetta un bambino, ma la sua produzione scientifica ha seguito correttamente le regole, rimane comunque valida; si spera tuttavia che, in quanto reo di un crimine odioso, finisca in galera quanto prima. Un religioso invece si fa portatore di valori morali, divulgatore e testimone degli stessi: se un prete si inchiappetta un bambino il suo è un fallimento sia dell'uomo sia del ministro del culto. Quando poi il religioso appartiene ad un sistema di credenze e di pratiche che si sostiene dovrebbero avvicinare a Dio (e quindi allontanare dal peccato) e poi lo stesso religioso cade nei medesimi errori di chi non segue tali pratiche, permetti che possa avanzare qualche dubbio sulla validità di tutto l'impianto? Ritornando alle natiche del povero infante, se ad abusarne è uno scienziato, si tratta solo di un crimine e a pagare è solo l'uomo e non la scienza. Se a a farlo è un prete, invece è un crimine ed uno scandalo e se le conseguenze penali ricadono solo sul malfattore, il discredito invece ha un raggio d'azione più ampio. Se poi la chiesa, invece di denunciare e allontanare il reo, fa di tutto per coprire la cosa, è un doppio crimine, un doppio scandalo ed un'infamia ed io nutro seri dubbi su qualsiasi istituzione che si preoccupa più della propria reputazione che della verità e della giustizia. Questo per quanto riguarda la riflessione: è un po' lunga, ma una riflessione, in quanto tale, vuole il suo tempo. Il buon senso è invece più immediato: mai sentito il proverbio "l'abito non fa il monaco"? Perfino la saggezza popolare sa che l'appartenenza ad una categoria, per quanto benemerita essa sia, non è garanzia assoluta. Nel mio caso, a scanso di equivoci, non intendo affatto scagliarmi contro il Cristianesimo: fenomeni come quelli di Medjugorje, Lourdes, Fatima sono innegabili; non può non esserci sotto una realtà che ha a che fare con una dimensione dell'uomo non ancora sufficientemente indagata (perlomeno dai più). Però secondo me alcuni cristiani (ed ancor di più gli appartenenti ad altre religioni), forse credendo in questo modo di esserlo di più o di esserlo meglio, accettano senza pensarci troppo (ma talvolta nemmeno senza pensarci solo un po') tutto ciò che viene loro passato dai ministri del loro culto. A loro volta, e sempre a mio parere, questi ultimi mi sembrano in certe occasioni più al servizio di se stessi e dell'istituzione a cui appartengono che alla proria comunità di fedeli in particolare ed ai valori propri dell'essere umano in generale. Ho un'idea del perchè ciò avvenga e forse lo proporrò come spunto di riflessione proprio in questo topic. Le Iene tempo fa hanno fatto un servizio su un prete che con la scusa di prestare assistenza alle ragazze che si rivolgevano a lui, se le palpava per bene: hanno mandato in onda un filmato che lo ritraeva con una mano sul seno ed una nello slip di una di loro. I bravi parrocchiani non si sono arresi nemmeno davati all'evidenza della prova: per loro chi ha abusato del proprio ruolo e della persona in cerca di aiuto restava una persona per bene e tutti gli altri erano mistificatori, ovviamente meritevoli di punizione. Ed infatti, molto cristianamente, qualcuno ha offerto una sassata sul parabrezza della macchina dei giornalisti (in questo caso la pianta molestatrice ha prodotto dei frutti violenti). È evidente che il senso critico di queste persone ha abdicato in favore di una ben più comoda e cieca appartenenza al branco (un branco di pecore, ma pur sempre branco) Forse non è altrettanto evidente che così facendo si rendono complici di un clima di omertà ed insicurezza che rende difficile la denuncia alle vittime e facile la vita ai molestatori. Non mi sembrano valori cristiani, questi.
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DolceRandy
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05/03/2010 13:55
Io mi sposo con Biotto!!! [:D][:D][:D][:D] (mi sembri un pò Fenice con risposte brevi e concise)
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05/03/2010 14:21
DolceRandy ha scritto: Io mi sposo con Biotto
Uhmm... Non credo che mi accetteranno per il corso prematrimoniale... [:D][:D][:D]
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