"Persone famose", basta pensare al Mahatma Gandhi, a Nelson Mandela e migliaia di altri simili, che han capito che la bontà e l'uguaglianza son la base di una società civile senza sopraffazioni, al di là del credo religioso.
Novità del Cristo. Ce ne sono tante e una sola.
Un breve riassunto dei credi diversi:
-buddisti: credono in un aldilà a cui accedono quando son arrivati all'illuminazione e alla consapevolezza, e finiscono il giro vitale, la rinascita continua in qualsiasi essere vivente, finchè non raggiungono appunto le mete suddette. Ne esistono due tronconi principali, uno molto ferreo, a localizzazione maggiare asiatica, e uno molto più libero e oserei dire tollerante, a localizzazione extrasiatica. Ognuno però in pratica, pur perseguendo bontà rispetto etc etc, tendono più alla salvezza di tipo personale. (Se non erro Biotto è un esperto in materia, e apprezzerei molto il suo contributo, sicuramente più corretto e completo del mio)
-ebrei, aspettano ancora il Messia, da cui deriverà l'apertura dell'al di là, con il premio ai soli pochi predestinati. Questa religione ha come base una infinita serie di regole ferree e non "aggirabili" ne discutibili.
-islam: credono nell'al di là, ma lo ottengono solo con l'imposizione del loro credo al mondo intero. non c'è accettazione della diversità, e combattono (armi e morti compresi) affinchè il loro credo trionfi.
Tutte le "regole" son raccolte nella Sharì'a. Questo è un termine generico utilizzato nel senso di “legge” che indica due diverse dimensioni, una metafisica ed una pragmatica. Nel significato metafisico, la sharì'a, è la Legge di Dio e, in quanto tale, non può essere conosciuta dagli uomini. In questo senso, il fiqh, la scienza giurisprudenziale, rappresenta lo sforzo esercitato per individuare la Legge di Dio, e quindi la letteratura legale prodotta dai giuristi costituisce opera di fiqh, non di sharì'a.
Fonti della legge islamica sono generalmente considerate il Corano, la Sunna (ovvero gli hadith del Profeta), il consenso dei dotti e l'analogia giuridica , la sharì'a accetta solo le prime due fonti in quanto divinamente prodotte o ispirate.
Secondo gli ‘ulam#257;’ la Shari‘a consentirebbe la pena di morte in quattro casi: omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio, bestemmia contro Allah (da parte di persone di qualunque fede) e apostasia (ridda) ciò nonostante viene invocata regolarmente per giustificare i casi di condanna a morte per omosessualità in stati come l'Iran, la Nigeria o l'Arabia Saudita. Il peggio è che queste regole cambiano a seconda di chi le interpreta, a parte poche cose fisse per tutti. I Talebani, gli studiosi del Corano, sono gli equivalenti dei nostri teologi, spesso in lotta tra loro, per la diversa interpretazione che deriva dall'interpretazione del Corano. Vedasi Sunniti e Schiiti.
-cristianesimo. Se analizziamo bene solo 10 sono i comandamenti, e tutti di tipo di rispetto societario (non rubare, non ammazzare, non commettere adulterio, non desiderare roba o donne (e uomini) d'altri. Soli i primi sono rivolti alla divinità e in particolare i due che Gesù enfatizzò ""Qual è il primo di tutti i comandamenti?". Rispose Gesù: "Il primo è questo: Ascolta, Israele, il Signore nostro Dio è l'unico Signore: amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Altro comandamento più grande di questo non c'è" e quello che "dettò" da solo, quasi annullando (ma sicuramente completando e riassumendo) i precedenti di Mosè.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri». Non mille regoline diverse, ma amare gli altri come lui ci ha amati, fino alla croce. Una delle novità più importanti è la rivelazione della Misericordia Divina. Non c'è condanna assoluta per il peccatore, chiunque può ugualmente aspirare al paradiso, se esistono le giuste condizioni. Il Cristo si è immolato sulla croce per prendere su di se il male del mondo, e ci può liberare dal male, solo se noi lo vogliamo.