Riflessioni naturiste sul Vangelo

n/a 10/02/2010 18:37 48.561 Visite
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22/09/2010 19:51
Vi voglio segnalare questo articolo di infonaturista partendo da uno stimolo che mi è venuto dal caro arturo bandini che lo ha notato nel suo forum. N° 47 - ( Luglio - Settembre ) Il preservativo e il costume da bagno In occasione del viaggio del Papa in Africa e delle dichiarazioni sul preservativo da lui fatte ai giornalisti sull’aereo che lo portava a Yaoundé, anch’io sono rimasto colpito e meravigliato dalle ripercussioni mediatiche che le parole del Pontefice avevano suscitato in determinati ambienti, soprattutto nel Parlamento belga. Avevo compreso subito che il massimo organo della Chiesa doveva innanzitutto tener conto dell’aspetto etico della questione e secondariamente degli aspetti ontologici, da taluni rilevati, me compreso, nonché dagli aspetti funzionali, estetici e pur anche erotici relativi a questo delicato problema. Come naturista avevo compreso che l’organo sessuale maschile non poteva essere “rivestito” proprio in quella parte che è la più “nudistica” delle funzioni umane. La reazione più feroce contro il Papa è venuta dal Parlamento belga che si è arrogato la vana pretesa di annientare le parole e il pensiero del Pontefice. A distanza di tempo si potrebbe dire che i deputati belgi abbiano commesso una “gaffe”, senza neppure tener conto delle convenienze diplomatiche, dato che la persona da loro “incriminata” non era uno sprovveduto qualsiasi, ma un grande filosofo e teologo che regge la massima istituzione mondiale della spiritualità umana, erede inoltre di una cultura plurimillenaria e di una civiltà umana che ha scavato in tutti i meandri del pensiero. Due belgi di vera cultura si sono incaricati di riscattare la loro classe politica oppressa da un secolarismo ottuso e da un materialismo avulso da un’intelligenza aperta ai valori dello spirito. Si tratta dello psicoanalista Jacques Janssens e del professore di Filosofia Xavier Dijon dell’Università di Namur. Quest’ultimo, pur ammettendo che una interpretazione psicoanalitica, quindi fondata sull’analisi delle pulsioni dell’inconscio, può non essere necessariamente irrefutabile, esprime la realtà del fatto: “Si deve evitare una interpretazione di un testo che renderebbe insensato il suo autore”. Il che tradotto in parole povere, recita: “Non prendete per sciocco chi non conoscete”. Il discorso profondo e convincente che i due psicoanalisti hanno fatto è semplice: l’Occidente, e per esso il Parlamento belga, ha dimenticato la legge naturale, la fedeltà coniugale (che è la migliore condizione naturale per evitare qualsiasi contagio), l’ideale dell’amore che dovrebbe stare alla base dei rapporti umani; ha dimenticato senz’altro l’etica, che è naturale prima che cristiana, e l’ha sostituita con la cosiddetta libertà sessuale che verrebbe garantita e protetta dai ritrovati della scienza: appunto, anche dal preservativo che rende inutile e obsoleto l’amore fedele, vero e ideale. Questo però non viene cancellato dall’esercizio della libertà sessuale, bensì soltanto relegato nelle latebre dell’inconscio, vanamente sepolto nelle zone più profonde del Super-Io. Le parole del Papa hanno suonato come un rimprovero, venuto dalla più alta Cattedra, che hanno fatto palesare una preoccupante leggerezza e ignoranza da parte dell’attuale classe politica dirigente. Le parole del Papa hanno risvegliato il “Senso di Colpa” in gente disabituata a leggere nel profondo della propria anima, gente che occupa alti posti e che con la loro consueta disinvoltura e il loro colpevole pragmatismo credono di avere risolto, con soluzioni contrarie alla natura umana, certe questioni vitali dell’esistenza. Analogie si possono vedere con il costume da bagno il quale, sotto un accidentale pezzo di stoffa, invano cerca di nascondere organi che, in persone tabuizzate o, per contro, di mentalità cosiddetta “aperta”, evocano la libertà sessuale, enfatizzando addirittura sentimenti deformati e obliterati. In sé, sia il preservativo che il costume da bagno non interessano molto, anzi per nulla, il genuino naturista. Infatti questo non ha bisogno di coprire le parti sessuali quando vive in natura, o comunque in ambiente idoneo, in quanto praticante la nudità assoluta in ossequio al principio naturista e naturale che non prevede alcuna copertura quando questa non è né necessaria né opportuna. Per altri motivi il naturista genuino non ha bisogno né di profilattici né di anticoncezionali artificiali nel momento in cui esercita le funzioni sessuali o da esse si astiene. Infatti, fin dal suo sorgere il movimento naturista si è professato a carattere familiare, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Per converso può capitare che persone praticanti il naturismo di nascosto provino un complesso di colpa sotto la pressione psicologica di una società ostile alla pratica della nudità al punto da soffrire di veri e propri incubi originati dalla vergogna. Non occorre qui ripetere le consuete e valide argomentazioni naturiste sull’azione tonificante naturale degli organi sessuali vivendo in piena natura e promiscuità. A questo proposito si è parlato di un potere taumaturgico della nudità che può essere assunto in assoluto come un principio consustanziale del naturismo, salvo precisare che questo principio è radicato nel mistero della trascendenza del mondo. E per contro non può essere accettata una certa teologia morale, non fideistica e di fonte astratta e incompetente, che crede di dedurre dalla semplice visione degli organi sessuali la causa dell’estro sessuale. Ebbene, se è errato affidare al costume da bagno il compito di evitare l’approccio sessuale, così è altrettanto errato affidare al cosiddetto preservativo il compito di sanare il cosiddetto “vagabondaggio sessuale”. Sia la mutanda tessile che la mutanda fallica non potranno mai risolvere il disordine sessuale senza il ripristino dell’etica impressa nell’anima e nell’antropologia umana. Il divieto giudaico dell’immagine, umana e divina, è stato ampiamente sfatato sia dall’arte che dal genio naturista che hanno tradotto in espressione visiva sia l’umano che il divino: l’arte liberando le forze creatrici dello spirito e della fantasia; il genio naturista decretando il diritto di nudità che redime l’immagine umana coniata dalla volontà divina. Cordom: Sono perplesso come cristiano su quest'articolo e sopratutto sulle frasi che ho messo in grassetto.Qualcosa da dire ci sarebbe ma vorrei sentire la vostra opinione.....bene inteso questo non è il vangelo.[:D]
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Emidio.B.
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22/09/2010 21:25
Esattamente pagina 22 della rivista INFONaturista. L'articolo l'avevo letto anch'io ed è subito finito nel dimenticatoio. Dietro al naturismo c'è tutta una storia di studi, teorie e filosofia. Dopo le tante rotture di p****e e problemi che la vita ci rifila, mi limito come naturista, se questo è un limite, a godermi le sensazioni di piacere che aria, acqua e sole, lasciano sulla pelle fino a scaldare il cuore. Rispettando gli altri e pretendendo rispetto dagli altri. Personalmente la mia perplasità non è tanto il contenuto dell'articolo, che vale tanto quanto parlare del fumo o discutere del sesso degli angeli. La mia perplassità nasce invece dal fatto che sul nostro notiziario naturista via sia spazio per queste articoli senza senso. Forse scarseggaino notizie e informazioni più importanti... Vero che il titolo del pezzo è "Il preservativo e il costume da bagno (secondo l'etica naturale)". Ma il vero contendere alla fine sono le posizioni, nella società civile e in quella belga in questo caso, tra le posizioni papaline e antipapaline, tra cattolicesino e laicismo. Dialettica reale e attuale, ma solo fumo nell'articolo di cui si parla...
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23/09/2010 20:29
appunto, si sta parlando di aria fritta, cosi come le reazioni che ci furono al tempo della battuta papale sul preservativo, a cui molti illustri si son rivoltati. Se un muezzin dice che le donne islamiche devono indossare un burka, o che non si devono depilare le sopracciaglia, da laici possiamo dire che è un problema di discriminazione verso le donne,ma loro, per motivi religiosi loro, dicono che questo è ciò che deve essere. Se la contestazione avviene sulla base di testi teologici se ne parli, atlrimenti non si può dettare legge in casa d'altri. Se il papa dice no ai preservativi, è semplicemente per due motivi: 1) non è ammissibile il sesso promiscuo 2) il sesso coniugale deve essere sempre e responsabilmente legato alla prosecuzione della specie. E queste son regole teologiche. Qualcuno di noi è laico o la pensa diversamente? Bene, farà sesso promiscuo o userà preservativo per lo stesso o per non procreare. Dov'è il problema? O ci si aspetta che con i canoni religiosi il papa avesse detto: trombate pure tranquilli con chi vi pare, ma proteggete la vostra pelle? Spero si capisca che ciò non sarà mai, semplicemente perchè il sesso extraconiugale non è proprio contemplato, indi nemmeno la necessità dell'uso del preservativo. E cmq, legare questo al naturismo/nudismo...... bene che lo si dica, male che lo si legga, ma domando.... uno sarà libero di trombare come cavolo desidera? Mi sembra ricominci la storia talebana del vegetarianesimo. Ottimo chi riesce ad esserlo e a praticarlo, ma dire che se uno non è vegetariano non è naturista......... Ora ho letto solo: se usi il gommino non sei naturista! Ma stiamo dando di matto? E ci mettiamo di mezzo pure i filosofi? Ma non è meglio stare un po più a ...terra?
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23/09/2010 21:23
Avete ragione tutti e due,ma siccome dobbiamo fare anche cultura e formazione nella chiesa,per chi crede,mi sembrava giusto retificare a questo articolo nello stesso piano morale e teologico qui descritti.Mi preoccupo di quei cristiani naturisti,che avendo una coscienza cristiana,si sentono a disagio con affermazioni del genere rinnovando una morale famigliare non solo laica,ma anche cristiana riconosciuta nei suoi principi nella chiesa.Sfido a dirmi il contrario.[:D] l’ideale dell’amore che dovrebbe stare alla base dei rapporti umani; ha dimenticato senz’altro l’etica, che è naturale prima che cristiana, e l’ha sostituita con la cosiddetta libertà sessuale che verrebbe garantita e protetta dai ritrovati della scienza: appunto, anche dal preservativo che rende inutile e obsoleto l’amore fedele, vero e ideale. Per altri motivi il naturista genuino non ha bisogno né di profilattici né di anticoncezionali artificiali nel momento in cui esercita le funzioni sessuali o da esse si astiene. Infatti, fin dal suo sorgere il movimento naturista si è professato a carattere familiare, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Sento il bisogno di fare qualche distinguo anche se certamente non sarò all'altezza. Vi racconto una storia.Dopo qualche anno di matrimonio io e mia moglie abbiamo deciso che l'uso della pillola per lei era l'unica scelta moralmente valida ed il non farlo era immorale.Come siamo giunti a ciò e quale percorso abbiamo fatto? Prima di tutto abbiamo sentito la responsabilità e la gioia che la scelta era nostra,nessuno poteva dirci con esattezza morale la scelta da farsi.Nessuno si può sostituire in quel preciso momento storico,in quella situazione concreta alla nostra coscienza.Siccome ogni scelta morale non è personalistica ,ma anche con conseguenze comunitarie ( scelta morale è fare il bene per se e per gli altri) abbiamo deciso di confrontarci con il mondo esterno.Confronto con la morale umana ,con il senso comune,con la nostra cultura ed infine essendo cristiani con la morale cattolica. Ora ,ci siamo detti,affichè la non regolarità del ciclo poteva essere regolata con la pillola,ben venga uno strumento tecnico che risolvesse il problema e dolori.Già di per se è già un atto moralmente corretto.Maternità e Paternità responsabile si dice.L'anticoncezzionale può essere annoverato come strumento di aiuto per una maggiore maternità o paternità responsabile?Credo proprio di si per non arrivare al famoso detto "se capita capita" (vi sembra questa paternità o maternità responsabile?).Perchè non accettare che attraverso l'intelligenza che Dio cia ha dato possiamo avere strumenti in più affinchè possiamo essere più responsabili?Certo è l'uso morale dell'anticoncezzionale che lo rende buono ed è proprio quì il problema.E' una scelta morale (ripeto ,conseguire il bene di se e degli altri in pratica il dono di se) in quella contingenza che rende morale l'uso,mentre se usato non per il bene della coppia o del compagno o compagna diventa immorale. Poi mi sono chiesto.Ma l'atto sessuale non è forse il segno più bello e più umano dell'amore tra due?Anche in questo la chiesa dal concilio ripete che l'unione sessuale diventa segno di dono e di amore,anzi dico che nell'atto d'amore,essendo dono,c'è la presenza di Dio.Quando si ama c'è sempre Dio.Per scherzo con i fidanzati dico sempre:ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due ,ma in tre,Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino.(diremo noi che c'è il guardone di turno...eh). Allora perchè ,mi son detto,dato che fare l'amore è una cosa grande e quasi divina,e non solo per la procreazione,ma per il bene della coppia,segno concreto di amore,non si pùò usare la pillola per questo fine altamente morale?O meglio,la pillola può servire all'amore di coppia affinchè diventi sempre più grande?Se la risposta è affermativa il suo uso diventa morale e per la mia coscienza da attuare al contrario il non uso diventa immorale.Certo bisogna vedere caso per caso,una coscienza retta e valori che si vogliono attuare. Allora è contradittorio dire che l'anticoncezzionale è per il libertinaggio sessuale,ma anzi un suo uso morale (ripeto come dono di se) è per una corretta sessualità e sopratutto per una responsabilità.E' contradittorio dire inoltre che l'anticoncezionale rende inutile ed obsoleto l'amore fedele vero e ideale,anzi come ho descritto sopra rende l'amore più fedele e vero dato un uso morale dello stesso per il fine di un dono vicendevole. Direi un'altra cosa.La chiesa ti da una morale,delle vie,dei principi,il vangelo,ma non potrà mai dirti che in quella situazione concreta in cui ti trovi cosa è giusto ed non è giusto.Siamo noi con una coscienza retta e confrontandoci a cuore aperto verso il bene dobbiamo fare una scelta.Il papa non potrà sostituirsi a me,ma mi può dare quei strumenti e valori per cui la mia scelta diventi morale,ma sono io che agisco. Anche la scelta della nudità può diventare morale,e se in coscienza si rivela tale,moralmente ci dobbiamo spogliare appunto per conseguire il bene nostro e degli altri,dono di se agli altri. Chiudo dicendo che è bello diventare proprietari delle proprie scelte e di ogni scelta,così si può amare di più. Se ho detto qualche castroneria possa venirmi in aiuto persone più qualificate di me.Ciao [:D]
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23/09/2010 21:49
rispondo solo sull'origine del divieto dell'uso della pillola e sulla promulgazione degli odiosi e obsoleti fin dalla nascita di Ogino e Billing. All'origine la pillola era una "bomba ormonale", e le sue due princiali azioni antifecondative erano dettate da: 1) non maturazione dell'ovulo 2) attuare un'ipermotilità uterina, che impediva, in caso di maturazione e fecondazione, l'annidamento all'ovulo fecondato. Dalla seconda possibilità nacque il divieto, perchè di fatto era un metodo abortivo. E sappiamo che la chiesa è contro l'aborto. Oggi come oggi i dosaggi ormonali usati sono un'infinitesimà delle prime pillole uscite, e di sicuro la seconda possibilità è alquanto remota, ma nessuno da la certezza che non possa succedere. A questo fine bisognerebbe avere certezze scientifiche che la seconda azione, quella abortiva, sia del tutto eliminata, e forse la chiesa potrebbe, con i suoi canonici tempi, rivedere la questione. Di sicuro, la questione verte solo sulla ammissibilità della casualità procreandi. A memoria storica, uno de primi contrasti di Papa Luciani fu proprio questo, e derivava da un ragionamento terra terra. Se si accettano metodi anticoncezionali, perchè comunque, pur non dovendo limitare la "disponibilità divina" a concedere prole, si accetta che i genitori accolgano RESPONSABILMENTE i futuri esseri umani, con la coscienza di farli arrivare in un mondo atto, per economia, per saldezza della famiglia, ad accoglierli come si deve, l'accettazione del preservativo sarebbe stato solo un sistema più sicuro, e meno probabilistico di quelli ancora accettati. Lui si pose la questione, ma la sua breve vita non gli permise di portare avanti il ragionamento. E non possiamo certo noi sviluppare teologicamente la cosa. Da parte mia anche io accettai a suo tempo il sistema pillola con questo ragionamento, ma aggiungevo, vista la regolarità ciclica, anche l'evitare i giorni fatidici di avere rapporti a rischio. Poi che ti devo dire, quando andrò di là, forse saprò se ho fatto casino. Ma il ragionamento, ritornando in tema, credo sia totalmente diverso, e assolutamente fuori dal credere cristiano o altri. Nell'articolo, correggetemi se sbaglio, si associa la pratica naturista al non uso del preservativo. E la domanda: ma se io son naturista (io generico), e con o senza mia moglie mi piace far sesso con altri, se uso il preservativo son fuori dal naturismo? O meglio, partendo da un passo prima, se faccio semplicemente sesso con altri che non sia una moglie, mia moglie, son contro il naturismo? Se son single e faccio sesso con la ragazza, non posso essere definito naturista? Se son gay e faccio sesso col mio compagno/a, non posso essere definito naturista? Cioè il problema è fare sesso extraconiugale o l'uso del preservativo? E qui si ritorna al talebanesimo. il naturismo è fatto solo di coppie, anzi, famiglie regolarmente sposate? E tutti gli altri? E qui mi sento particolarmente e sempre di più nudista, povero, misero, abbruttito senzamutande. Che poi sia più bello far tutto senza nulla, tanto di cappello, non ci voleva quello per farcelo sapere, ma.......a parte la prevenzione dalla procreazione non voluta, e quella dal prendersi MTS?
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23/09/2010 22:13
Caro fenice In effetti parlo di amore e di dono di se in una coppia non specificando ritenendo primordiale appunto l'amore tra due persone.Chi ha orecchi intenda....[:D]
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23/09/2010 23:00
a quanto pare i talebani sono uguali ovunque e in tempi diversi:"Infatti, fin dal suo sorgere il movimento naturista si è professato a carattere familiare, con tutte le conseguenze che ciò comporta." è una balla colossale:l'obbligo(non la scelta) di accettare solo famiglie regolarmente sposate risale al dopoguerra quando per evitare rigurgiti nazisti in Germania qualsiasi associazione di qualsiasi tipo doveva essere autorizzata con l'approvazione di tutte le forze politiche e la destra conservatrice e religiosa impose al movimento naturista per permettere la sua esistenza i recinti invisibili dall'esterno e il fatto che potessero entrarci solo coppie regolarmente sposate(fonte: http://it.truveo.com/Documentaire-Nu-et-libre-Nudisme-et-naturisme/id/710936905# en francais). assurdo i talebani approfittano di una legge fatta per evitare rigurgiti nazisti rispoverando essi stessi il nazismo:ci sono esseri superiori e degni e altri inferiori e indegni,sostituiscono solo ariano con cristiano praticante. a quanto pare nella fenait c'è chi negli ultimi 60 anni non è mai uscito dal recinto,ricorda tanto quei film dove soldati della seconda guerra mondiale rimangono per anni dopo la fine del conflitto a difendere qualche isoletta deserta senza sapere che la guerra è finita
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24/09/2010 02:55
Ho letto, ma solo superficialmente, ne ho ricavato delle impressioni e riporto le mie IMPRESSIONI di ritorno. Bene la MIA IMPRESSIONE è che non so cosa abbia detto il Papa in Africa sul preservativo e non so cosa abbia detto o fatto il parlamento belga di rimando, ma ho appunto l'IMPRESSIONE che all'autore dell'articolo la faccenda non sia andata giù e abbia utilizzato la rivista per esprimere il suo punto di vista, e poichè era una rivista di naturismo doveva per forza (e c'è riuscito forzatamente) trovare un modo per legare le cose insieme. Non riesco a spiegarmi in nessun altro modo un articolo così farraginoso in cui argomenti con ben pochi punti in comune si trovino in modo così pretestuoso accostati nella stessa, faticosa, lettura.
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24/09/2010 22:40
in breve: il Papa ha solo detto che se la gente fa sesso solo con la propria compagna/o (o più dettagliatamente col proprio marito/moglie), non c'è bisogno di usare il preservativo per proteggersi dall'AIDS. Noi possiamo dire: ma per proteggersi dalle gravidanze si. E la risposta è ok. Noi, anzi loro han detto: dicendo cosi dici ai moretti di non usare il preservativo perchè è peccato, questi non lo usano, e l'AIDS imperversa e si propaga. Vero, come vero che chi fa sesso extraconiugale di qualsiasi genere, non segue certo ciò che dice il Papa in merito all'uso del preservativo, ne che egli abbia detto di far sesso solo con propria moglie o marito (appunto). Per cui, dov'è il problema? Se son cristiani non vanno a strombazzare in giro, ne con ne senza preservativo, indi l'AIDS non lo beccano a prescindere. Se amano far sesso comunque e dovunque, non stanno certo a sentire il papa, e il messaggio rimane uno dei tanti inascoltati. O pensano forse che siamo in Italia, dove di cristiani veri ce ne son pochissimi, ma tutti gli altri tendono a fare i moralisti e i perbenisti e si inventano sempre regole e precetti nuovi mai esposti, editati, ne comunicati a nassuno? Tutti che si ergono a cattedratici teologici, mentre si cibano di siti porno, dei reality a sfondo sexy, fanno vacanze sessuali, strombazzano alla grande ogni buco disponibile, rubano a tutto spiano, comprano migliaia di riviste che esaltano l'esibizionismo fatto in tutti i modi, per non parlare del sostenimento scritto delle coppie "sto con te finchè trombo bene, poi ti mollo per qualcun'altro? E vedi anche di mantenermi nel giusto modo?". Decisamente se qualcuno ritorna, per me si riarma di quella frusta, e altro che cacciare i cambiavalute dal tempio. Ma credo che i primi che frusterà saranno i farisei di cui siamo intasati, i peggio peccatori che il mondo possa conoscere, falsi e ipocriti, quelli che vedono la paglia nell'occhio del fratello e non vedono la trave nel proprio. Poi può essere che a noi dirà semplicemente "nessuno ti accusa, va in pace e non peccare più"
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25/09/2010 00:34
cordom ha scritto:
Per altri motivi il naturista genuino non ha bisogno né di profilattici né di anticoncezionali artificiali nel momento in cui esercita le funzioni sessuali o da esse si astiene. … Prima di tutto abbiamo sentito la responsabilità e la gioia che la scelta era nostra, nessuno poteva dirci con esattezza morale la scelta da farsi. Nessuno si può sostituire in quel preciso momento storico, in quella situazione concreta alla nostra coscienza. … Confronto con la morale umana, con il senso comune, con la nostra cultura ed infine essendo cristiani con la morale cattolica. … L'anticoncezionale può essere annoverato come strumento di aiuto per una maggiore maternità o paternità responsabile? Credo proprio di si per non arrivare al famoso detto "se capita capita" (vi sembra questa paternità o maternità responsabile?).Perchè non accettare che attraverso l'intelligenza che Dio ci ha dato possiamo avere strumenti in più affinchè possiamo essere più responsabili? Certo è l'uso morale dell'anticoncezionale che lo rende buono ed è proprio qui il problema. E' una scelta morale (ripeto ,conseguire il bene di se e degli altri in pratica il dono di se) in quella contingenza che rende morale l'uso… … Per scherzo con i fidanzati dico sempre: ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due, ma in tre, Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino.(diremo noi che c'è il guardone di turno...eh). Allora perchè ,mi son detto, dato che fare l'amore è una cosa grande e quasi divina, e non solo per la procreazione, ma per il bene della coppia, segno concreto di amore, non si può usare la pillola per questo fine altamente morale? O meglio, la pillola può servire all'amore di coppia affinchè diventi sempre più grande? Se la risposta è affermativa il suo uso diventa morale e per la mia coscienza da attuare al contrario il non uso diventa immorale. … Allora è contraddittorio dire che l’anticoncezionale è per il libertinaggio sessuale, ma anzi un suo uso morale (ripeto come dono di se) è per una corretta sessualità e soprattutto per una responsabilità. E' contraddittorio dire inoltre che l'anticoncezionale rende inutile ed obsoleto l'amore fedele vero e ideale, anzi come ho descritto sopra rende l'amore più fedele e vero dato un uso morale dello stesso per il fine di un dono vicendevole. Direi un'altra cosa. La chiesa ti da una morale, delle vie, dei principi, il vangelo, ma non potrà mai dirti che in quella situazione concreta in cui ti trovi cosa è giusto ed non è giusto. … Il papa non potrà sostituirsi a me, ma mi può dare quei strumenti e valori per cui la mia scelta diventi morale, ma sono io che agisco. … Se ho detto qualche castroneria possa venirmi in aiuto persone più qualificate di me. Ciao [:D]
Scusa Cordom, io non sono certo più qualificato di te per giudicare quanto dici (che per altro condivido appieno), ma hai provato a dire queste cose ad un prete? Hai provato a dire in confessionale che usi pillola o preservativo per una paternità responsabile? Ti hanno detto che è morale? che è lecito? A me hanno sempre detto che “l’atto sessuale deve essere sempre aperto alla fecondità”, che la funzione unitiva e quella procreativa dell’atto sessuale sono inscindibili”… cioè: niente pillola e niente preservativo! In definitiva: ogni trombata un figlio (o magari: un figlio ogni 9 mesi…). Spiegazioni che non mi hanno mai convinto, ma che vogliono dire solo una cosa: l’uso di pillole e preservativi sono un peccato che va confessato. L’unica cosa di cui ho avuto l’approvazione da parte dei preti che ho contattato è la pratica del naturismo (ma solo quei preti che capiscono cos’è veramente il naturismo).
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25/09/2010 07:32
Certo che ho parlato con dei preti e confessato.Non ho avuto problemi e quasi tutti o tutti mi hanno risposto che se lo fai per amore non ci sono problemi.a qualcuno reticente ho risposto non essendo peccato il mio e non c'è neanche bisogno di confessione,come fa essere peccato un bene?e me ne andavo.Ciao[:D] La maggior parte mi hanno risposto che certo è un atto morale a quelle condizioni dette sopra.Sta tranquillo non sono le regole che fanno la morale ,ma la tua coscienza che decide in libertà attingendo anche dalle regole.Diamo il primato alla scelta umana e di coscienza.Alla fine credo che Dio non mi chiederà se mi sono attenuto a tutte le regole e precetti,ma "se ero nudo e mi hai vestito,se ero forestiero e mi hai accolto,se avevo fame e mi hai dato da mangiare ecc.E' il bene che fai che conta[:D]
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25/09/2010 16:16
cordom ha scritto:
Certo che ho parlato con dei preti e confessato. Non ho avuto problemi ... [:D]
Come ti invidio che sei riuscito a parlare con dei preti con un'ottica così aperta! A me hanno sempre detto che se non volevo avere figli (hai conosciuto mia moglie e le sue condizioni), l'unica cosa che potevo fare era la continenza, e se non ci riuscivo potevo contare sulla misericordia di Dio, cioè confessarmi, cioè è peccato. Veramente questa posizione l'ho riscontrata anche nel Magistero, in encicliche tipo Familiaris Consortio, Humanae Vitae, e altre che ora non ricordo. Il bello è che qualcuno mi diceva anche che la stessa continenza, finalizzata alla non procreazione è peccato... A questo punto non c'ho più capito una mazza. La mia domanda base era:" come e perchè? I modi naturali sono di una complicazione assurda, tanto che l'atto non è più naturale, ma frutto di calcolo; il tutto poi senza avere una minima idea del perchè la vita coniugale deve essere così complicata, le spiegazioni che mi davano avevano sempre più l'idea di arrampicate sugli specchi per far apparire credibili gli insegnamenti del Magistero. Cioè: se non fosse che la mia fede è basata su ben altre esperienze, fosse per loro sai quante volte sarei diventato ateo? Quante volte mi sono venute in mente le parole “Per colpa vostra il mio nome è bestemmiato tra le genti” oppure “per colpa del pastore il gregge è andato disperso”, o ancora "imoponete grossi pesi, ma voi non muovete un dito per portarli"(Mt23)
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26/09/2010 08:55
gianni, li è come nel mondo: tante teste, tante idee. Dicendola da laico potrei risponderti in modo malevolo: ma vale anche per quando vi trombate le mogli altrui? Dicendola da credente invece dico: il peccato è quando c'è il male; il male è quando prevarichi tuo fratello. Il resto è amore. Se Dio ci voleva casti avrebbe usato altri sistemi, meno attizzanti. Usarli con testa si, non usarli........
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26/09/2010 09:22
a_fenice ha scritto:
il peccato è quando c'è il male; il male è quando prevarichi tuo fratello. Il resto è amore.
Fenice e Cordom, è inutile che cercate di convincermi di concetti che ritengo sacrosanti: già la penso come voi! Il prblema è convincere chi sta dall'atra parte della grata di un confessionale, chi (forse suo malgrado) deve sostenenere tesi (quelle del Magistero) che vanno contro ogni logica. D'accordo che la fede non si basa sulla logica, ma i precetti andrebbero dati in modo applicabile, e supportati da spiegazioni convincenti... E qui avrei un sacco di cose da dire, ma non finirei più, finirei per annoiare, e per finire OT.
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26/09/2010 09:27
a_fenice ha scritto:
Dicendola da laico potrei risponderti in modo malevolo: ma vale anche per quando vi trombate le mogli altrui?
Scusa Fenice, rileggo ora il tuo messaggio, ma questa non l'ho capita, o almeno non ho capito cosa c'entra.
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