rispondo solo sull'origine del divieto dell'uso della pillola e sulla promulgazione degli odiosi e obsoleti fin dalla nascita di Ogino e Billing.
All'origine la pillola era una "bomba ormonale", e le sue due princiali azioni antifecondative erano dettate da:
1) non maturazione dell'ovulo
2) attuare un'ipermotilità uterina, che impediva, in caso di maturazione e fecondazione, l'annidamento all'ovulo fecondato.
Dalla seconda possibilità nacque il divieto, perchè di fatto era un metodo abortivo. E sappiamo che la chiesa è contro l'aborto.
Oggi come oggi i dosaggi ormonali usati sono un'infinitesimà delle prime pillole uscite, e di sicuro la seconda possibilità è alquanto remota, ma nessuno da la certezza che non possa succedere.
A questo fine bisognerebbe avere certezze scientifiche che la seconda azione, quella abortiva, sia del tutto eliminata, e forse la chiesa potrebbe, con i suoi canonici tempi, rivedere la questione.
Di sicuro, la questione verte solo sulla ammissibilità della casualità procreandi. A memoria storica, uno de primi contrasti di Papa Luciani fu proprio questo, e derivava da un ragionamento terra terra. Se si accettano metodi anticoncezionali, perchè comunque, pur non dovendo limitare la "disponibilità divina" a concedere prole, si accetta che i genitori accolgano RESPONSABILMENTE i futuri esseri umani, con la coscienza di farli arrivare in un mondo atto, per economia, per saldezza della famiglia, ad accoglierli come si deve, l'accettazione del preservativo sarebbe stato solo un sistema più sicuro, e meno probabilistico di quelli ancora accettati. Lui si pose la questione, ma la sua breve vita non gli permise di portare avanti il ragionamento. E non possiamo certo noi sviluppare teologicamente la cosa.
Da parte mia anche io accettai a suo tempo il sistema pillola con questo ragionamento, ma aggiungevo, vista la regolarità ciclica, anche l'evitare i giorni fatidici di avere rapporti a rischio. Poi che ti devo dire, quando andrò di là, forse saprò se ho fatto casino.
Ma il ragionamento, ritornando in tema, credo sia totalmente diverso, e assolutamente fuori dal credere cristiano o altri. Nell'articolo, correggetemi se sbaglio, si associa la pratica naturista al non uso del preservativo. E la domanda: ma se io son naturista (io generico), e con o senza mia moglie mi piace far sesso con altri, se uso il preservativo son fuori dal naturismo? O meglio, partendo da un passo prima, se faccio semplicemente sesso con altri che non sia una moglie, mia moglie, son contro il naturismo?
Se son single e faccio sesso con la ragazza, non posso essere definito naturista?
Se son gay e faccio sesso col mio compagno/a, non posso essere definito naturista?
Cioè il problema è fare sesso extraconiugale o l'uso del preservativo?
E qui si ritorna al talebanesimo. il naturismo è fatto solo di coppie, anzi, famiglie regolarmente sposate? E tutti gli altri?
E qui mi sento particolarmente e sempre di più nudista, povero, misero, abbruttito senzamutande.
Che poi sia più bello far tutto senza nulla, tanto di cappello, non ci voleva quello per farcelo sapere, ma.......a parte la prevenzione dalla procreazione non voluta, e quella dal prendersi MTS?