Beh pensavo di essermi spiegato. Parlare di fede o di religione, per me son cose diverse anche se congruenti, così come se aggiungiamo le altre divisioni che ho messo.
La fede è il credere in qualcosa (religioso o meno che sia) che condividiamo e ci soddisfa. Non credo sia contestabile ne discutibile. La religione è perseguita da colui che crede in quel qualcosa: se andiamo nel finanziario, io crederei nel dio denaro, nel potere e soddisfazioni che ne derivano (fede) e imparò e perseguo norme per averne sempre di più (religione), aderendo o meno a chi regola e gestisce la cosa (gerarchia:imprenditori, borsa, ministero economia e finanze Etc). Poi c'è la moltitudine dei "fedeli", in questo caso i risparmiatori, che vogliono o meno imporre le loro regole a tutti, travisando tutto.
Nelle religioni di vita, di esseri superiori, c'è la fede in essi (credere che esistono e capire cosa hanno insegnato), la religione (direi l'unione di chi ci crede), e chi la gestisce (Vaticano, muezzin, tempio Etc), e il popolo che ha l'ampio spettro dal pecorone a colui che crede ma non è talebano e impositivo.
Secondo me se la prima (fede) è incontestabile, anche se non è la nostra, tutto il resto può essere ampiamente contestato, ma più che altro se obbliga noi a cose che non vogliamo.
Essere sessualmente liberi può essere una fede, essere definiti tali può essere la religione, chi determina le regole del gioco la gerarchia (in vero qui non detta nulla nessuno se non le convenzioni o i titolari dei privee), quelli che fanno sesso ovunque imponendolo o solo in casa o luoghi loro il popolo invasore o rispettoso.
Mi son spiegato meglio nel mio pensiero?