Riflessioni naturiste sul Vangelo

n/a 10/02/2010 18:37 48.591 Visite
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30/03/2011 16:14
Domenica 3 Aprile Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà». Mi viene una domanda spontanea:la nudità è luce?Porta luce in noi e nelle nostre famiglie? Perchè la nudità la viviamo spesso nelle tenebre,ma se è luce viviamola nella luce perchè porta luce.[:D]
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31/03/2011 15:12
abx49 ha scritto:
Secondo il rapporto: tenebre = nascosto/segreto, luce = apertura/rilevazione, dobbiamo pensare che stare nudi di nascosto sia contrario alla dottrina cristiana, mentre essere nudi senza nascondersi, non solo non la viola, ma ne segue i principi. Tuttavia anche il pensiero deve essere nudo (aperto e trasparente) perchè vi sia realmente una luce. Diversamente saremmo comunue nelle tenebre. Non basta essere nudi tra gli altri per essere nella luce, bisogna esserlo prima di tutto con la mente.
Su quello che hai detto non ci piove. Anzi,se non consideriamo la nudità solo l'aspetto che si vede esternamente di una nudità interiore difficilmente verrà considerata come realtà positiva.Mente libera e trasparente appunto,atteggiamenti nuovi di accoglienza e condivisione,insomma una rivoluzione che parte prima da dentro e si manifesta poi fuori.O meglio la nudità esteriore come segno di una interiorità nuova.Grazie[:D]
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mandi70
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31/03/2011 17:11
sono d'accordo con cordom.
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13/04/2011 18:16
mandi70 ha scritto:
sono d'accordo con cordom.
ovvero "sono d'accordom"
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13/04/2011 18:51
avete ragione:devo preparare qualcosa per la festa che si avvicina.ciao[:D]
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abx49
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13/04/2011 19:13
Esatto Cordom. La Pasqua infatti ha un valore enorme nella religione dei tempi. Essa ha assunto significati importanti e non a caso. A differenza del Natale, la cui data è convenzionale, la Pasqua è evento antico, il cui significato rimane inalterato e culmina nella resurrezione (Liberazione)
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16/04/2011 12:15
Oggi non vorrei mettere passi degli scritti sulla morte e resurezione di Gesù perchè credo che questi passi li conoscete bene.Sappiamo l'orribile morte e la vittoria sulla morte. No oggi e fino a Pasqua vorrei parlare della nostra morte quotidiana del Cristo oggi in croce. La morte nostra quella di ogni giorno,personale e comunitaria.Mi piacerebbe che ognuno di noi scrivesse qui la sua morte,quel sepolcro e pietra che ci annulla che ci fà sentire polvere,ma ci accomuna. Morte per un amico perso sia nell'esistenza che un'amicizia sepolta,finita:quanto dolore e vorresti fare qualcosa,ma la pietra è troppo pesante. Morte perchè il tuo parlare provoca morte altrui,divisone,rottura:fare qualcosa,ma la pietra è pesante. Morte perchè non ha più senso vivere,troppo dolore,troppe sconfitte,amaro in bocca e nel cuore e la gioia è solo apparenza:pesante la pietra per sportarla. Morte perchè innocenti muoiono ogni giorno e la vita è una cosa da barattare:sempre pesante la pietra. Morte perchè sei solo e nessuno sà che sei solo:ancora questa pietra addosso a me. Morte perchè la nudità non appare nel suo splendore e gioia:la pietra è pesante. Morte perchè non accettiamo gli altri come dono,ma solo nemici ho intorno a me:voglio far qualcosa,ma la pietra mi opprime. Morte perchè ancora si spara e si uccide per la gioia dei potenti:no..ora la sposto questa pietra,invece non c'è la faccio. Morte perchè non ho nessuno che mi ama:perchè ancora la pietra? Morte perchè l'umanità ha perso la vita,un fiore,le montagne e l'acqua:Noooo è ancora troppo pesante la pietra da spostare. Morte perchè non mi fido di nessuno tantomeno di Dio:si ancora più pesante la pietra. Condividiamo almeno le nostre morti e sconfitte e la notte che ci sovrasta. Aspetto voi ora.[:D]
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22/04/2011 11:51
Oggi Venerdì Santo e la morte ha la sua vittoria incontrastata.Oggi quella pietra ha vinto su di noi.[:)]
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22/04/2011 23:12
La mia morte è l'esser spesso frainteso proprio da chi vorrei essere capito ed il pensiero che in questa società l'onestà è vista con sospetto e spesso disprezzata.
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robi nood
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22/04/2011 23:33
Anche stasera, la meditazione della decima stazione della via crucis presieduta dal Papa al colosseo ha toccato l'argomento della nudità. La meditazione è già rintracciabile sul web.
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23/04/2011 18:32
Credo sia importante metterla a disposizione di tutti, senza tribolare per cercarla: Dal Vangelo secondo Giovanni. 19, 23 - 24 I soldati poi... presero le vesti di Gesù, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato – e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamola a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: “Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte”... E i soldati fecero così. Gesù resta nudo. L’icona di Cristo spogliato delle vesti è ricca di risonanze bibliche: ci riporta alla nudità innocente delle origini e alla vergogna della caduta.(35) Nell’innocenza originaria la nudità era la veste di gloria dell’uomo: la sua amicizia trasparente e bella con Dio. Con la caduta, l’armonia di quella relazione s’infrange, la nudità soffre vergogna e porta in sé il ricordo drammatico di quella perdita. Nudità è sinonimo di verità dell’essere. Gesù, spogliato delle sue vesti, tesse dalla Croce l’abito nuovo della dignità filiale dell’uomo. Quella tunica senza cuciture resta lì, integra per noi: la veste della sua figliolanza divina non si è lacerata, ma, dall’alto della Croce, è a noi donata. Umile Gesù, davanti alla tua nudità scopriamo l’essenziale della nostra vita e della nostra gioia: essere in te figli del Padre. Ma confessiamo pure la resistenza ad abbracciare la povertà come dipendenza dal Padre, e ad accogliere la nudità come abito filiale. Vieni, Spirito di Verità, aiutaci a riconoscere e benedire in ogni spogliamento che soffriamo un appuntamento con la verità del nostro essere, un incontro con la nudità redentrice del Salvatore, un trampolino di lancio verso l’abbraccio filiale col Padre!
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23/04/2011 21:35
Ora si,è giunta l'ora di gridare che la morte è sconfitta. Quella pietra è stata divelta.Ora la pietra non è più un'ostacolo,possiamo uscire dal sepolcro e sconfiggere tutte le morti e la nostra. Gesù è risorto,ha vinto e l'amore ha vinto su tutto e su tutti. Adesso si che le morti si trasformano in amore. La morte e la sconfitta ci accomuna tutti,ma l'amore ancora di più. Siamo per la vita e la vita è nostra. Siamo per la nudità e la nudità è nostra. Coraggio e gioia Cristo è risorto e noi con Lui. BUONA PASQUA E NUOVA VITA.Ciao a tuttiiiiiiiiiiiiiii [:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D]
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02/05/2011 11:35
Mi piace star nudo:la nudità dello Spirito Questa è la risposta più semplice ed immediata quando chiedi ad uno perché sta nudo. Per lungo tempo ho pensato che questa risposta fosse sinonimo di superficialità di uno che vive la nudità solo a livello epidermico essendo assente motivazioni più profonde tipo :armonia con la natura,relazioni più profonde e trasparenti,motivazioni religiose. Invece ho sbagliato tutto. Questa semplice risposta rivela come la nudità semplice e piacevole del corpo sia la partecipazione allo Spirito o anima :semplice,trasparente e nuda. Anima o Spirito non separati dal corpo,ma una solo realtà nella persona umana. Ecco allora che lo Spirito “ha bisogno” della sua manifestazione nel corpo ed il corpo “attingere e conformarsi “allo Spirito,all’anima. L’anima è si per natura semplice e nuda sia per i credenti e non che la definiscono come spirito umano,ma sempre quella realtà che ci fa rendere consapevoli che esistiamo. Lo Spirito è l’essere,cioè relazione:l’uomo non esiste se non in relazione e non solo con gli altri,ma anche con la natura che pure lei è relazione ed il massimo della relazione è l’amore:amore tra gli uomini e con la natura sia terrena che cosmica. Ecco allora che nella semplicità della risposta iniziale vi sia già compreso la relazione d’amore e la relazione con la natura e per chi crede relazione con Dio. Più si ama e più lo Spirito è semplice,come pure il corpo e quindi la ricerca profonda dello stato di nudità sia interiore che esteriore. La semplicità si esprime con “mi piace star nudo”. E’ bello stare nudi non solo per prendere il sole ma anche per ogni attività della nostra vita:è un’esigenza spirituale star nudi per incontrare gli altri,per incontrare la natura ed il cosmo,per incontrare Dio nella sua semplice nudità. Più lo Spirito si espande in noi più lo star nudi è la sua espressione.[:D]
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02/05/2011 13:44
Commento alla decima stazione della via Crucis 2011 al Colosseo di suor Elena Maria manganelli, O.S.A.Lecceto, Siena. Dal Vangelo secondo Giovanni. 19, 23 - 24 I soldati poi... presero le vesti di Gesù, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato – e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamola a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: “Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte”... E i soldati fecero così. Gesù resta nudo. L’icona di Cristo spogliato delle vesti è ricca di risonanze bibliche: ci riporta alla nudità innocente delle origini e alla vergogna della caduta.(35) Nell’innocenza originaria la nudità era la veste di gloria dell’uomo: la sua amicizia trasparente e bella con Dio. Con la caduta, l’armonia di quella relazione s’infrange, la nudità soffre vergogna e porta in sé il ricordo drammatico di quella perdita. Nudità è sinonimo di verità dell’essere. Gesù, spogliato delle sue vesti, tesse dalla Croce l’abito nuovo della dignità filiale dell’uomo. Quella tunica senza cuciture resta lì, integra per noi: la veste della sua figliolanza divina non si è lacerata, ma, dall’alto della Croce, è a noi donata. Umile Gesù, davanti alla tua nudità scopriamo l’essenziale della nostra vita e della nostra gioia: essere in te figli del Padre. Ma confessiamo pure la resistenza ad abbracciare la povertà come dipendenza dal Padre, e ad accogliere la nudità come abito filiale. Vieni, Spirito di Verità, aiutaci a riconoscere e benedire in ogni spogliamento che soffriamo un appuntamento con la verità del nostro essere, un incontro con la nudità redentrice del Salvatore, un trampolino di lancio verso l’abbraccio filiale col Padre!
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mandi70
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10/05/2011 01:26
complimenti davvero cordom è una bellissima preghiera per il nudismo. cosi uno si sente più appagato di fare naturismo con certo spirito religioso.
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