non è un autoflagello, anzi. E' un'ottima forma di autoriflessione. Non so oggi, ma una volta, ai campeggi scout e in genere in quelli dove c'erano giovanissimi, si organizzava sempre una serata con le stelle. Sul far del buio, dopo cena, meglio in un giorno non di luna piena, si partiva con una torcia e una coperta. Ci si allontanava nei boschi, e li, sotto la coperta, guardando le stelle, si rifletteva sul creato in genere. Quando si era pronti, si tornava pian piano alla casa ospite.
Quello che dissento da ciò che scrive Bacco, è il fatto del sequestro nelle chiese. Primo non c'è nulla di sequestrato, perchè la chiesa (mura) è solo uno dei luoghi dove si celebra (racconta) ciò che fu, e dove si distribuiscono sacramenti. Secondo, Dio è creato, e stà dappertutto: nel fratello, nella pianta, nel fiume, nella strada. Dal ricco e dal povero. Ma c'è chi lo sa cogliere e chi no. Ma soprattutto e sempre si manifesterà quando "due o più si riuniscono nel mio nome, ecco, io son li in mezzo a loro".
Per questo quando i credenti naturisti si riuniscono sentono ancor meglio lo stato di unità, di fratellanza. Diciamo che nel radunarsi mettono qualche briciola in più di un valore diverso. Per questo quando dicono "una messa nudista? Magari si riuscisse." stanno pensando ad una forma massima di unità; non solo stare uniti nudi (nudismo) coi propri fratelli (comunità), ma pure in celebrazione liturgica (massima espressione simbolica di unità della comunità).
Scusate se ho tediato con qualche nota teologica.