grazie all'interessamento del nostro amico 19alberto60, abbiamo preso contatto con le due parlamentari, a cui, su richiesta ho inviato le info che voi tutti ben conoscete, e che riporto per conoscenza comune.
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Ringrazio innanzi tutto l'interessamento di Alberto, e quello di voi sue signore, che seguiamo da sempre con speranza. Vengo a presentarmi. MI chiamo Massimo Lanari, socio e componente del CD allargato ANITA e segretario ANER. Sono inoltre amministratore del sito nudista iNudisti.it, che raccoglie circa 40/45.000 utenti nudisti, per la maggiore italiani. Personalmente e come sito, perseguiamo alcune importanti vie:
- raccogliere e organizzare quanti più nudonaturisti possibile
- cercare di coalizzarli, farli diventare amici, organizzando per quanto possibile eventi ovunque e di continuo,
- pubblicizzare il nudonaturismo corretto con chiunque
- diffondere anche tra le pubbliche amministrazioni e le pubbliche strutture il vero credo nudista.
- perseguire chiunque contempli l'associazione nudismo= sesso, in quanto riteniamo che nei luoghi comuni, fatta salva la libertà sessuale di ognuno, vadano seguite sia le leggi nazionali, sia un comportamento civile teso al rispetto di tutti, soprattutto per quanto riguarda questa difficile e annosa associazione malata.
Ho, abbiamo raggiunto notevoli risultati nel passato recente, tra cui spiccano lotte personali e giornalistiche, nonchè televisive, con personaggi che come al solito tendono a fara passare i nudisrti come dei semplici pervertiti.
E ora vengo alla questione di Lido Di Dante. La spiaggia è notoriamente a frequentazione nudista da circa 60-70 anni, dapprima più verso la foce dle fiume, e poi, onde evitare le presenze di hippy, drogati e cmq gente che esula dalla filosofia naturista, si spostarono circa 30 anni fa a ridosso dell'abitato di Lido di Dante. A quei tempi (1980 circa) fu fondata l'ANER. LA spiaggia insiste sulla pineta di LIdo di Classe, Riserva Naturale del Parco del delta del PO. Vi è una netta separazione fisica tra i tessili comuni e i nudisti, tramite una scogliera artificale, più circa 200 metri di spiaggia frequentata in Cloting opzional da coloro che pur essendo tessili non hanno paura a convivere coi nudisti. Cenno storico, fino al 2004 circa, la spiaggia nudista si estendeva per circa 6 km, fin quasi al successivo abitato a sud, di Lido di Classe. Col tempo variarono i costumi ed usi di coloro che frequentavano la spiaggia, e da quella daat, più o meno, il nudismo rimase nei 2,5 km a sud di Lido di Dante. Dal 2002 al 2006 il comune ri Ravenna concesse autrizzazione a gestione balneare a Fenait, che "subaffittò" ad ANER, associazione locale insita in quel luogo. Varie vicende di normale gestione fecero venire in urto associazione e comune. Ma il dato determinante fu, nel 2006, l'approvazione della prima legge regionale (emilia Romagna), sulla valorizzazione del naturismo. I proponenti con a capa la consigliera regionale, Daniela Guerra, copiarono la proposta di legge del Lazio, non tenendo conto di specificare bene le cose scritte in essa. Tra le tante, scrissero che le zone riservate alla pratica naturista, dovevano essere provviste di servizi, senza ulteriori specificazioni. Nel frattempo ci furono le elezioni comnali, e il nuovo fronte, che non voleva più autorizzare quella spiaggia al nudismo, addusse la scusa che per SERVIZI si intendessero SERVIZI Igienici, e non come era nelle intenzioni dei proponenti, sempli servizi tipo passerelle salvadune, recinzioni ove necessario, e quant'altro possibile secondo la tipologia del luogo. Il comune allora intepellò la regione, e anche li, cambiati i legislatori, si dette interpretazione a quella parola come Bagni pubblici. La forestale intervenne dicendo che essendo il luogo una riserva, non poteva essere installato nessun tipo di bagno, ne fisso ne chimico. A nulla valse la proposta di un gruppo di consiglieri del comune, che indicavano come luoghi possibili, una casa cooperativa già insita all'inteno della pineta, e la disponibilità dal proprietario dell'adiacente CampingClasse a fare dei bagni destinati al pubblico, ma fissati nei suoi confini. LE solite scuse politiche furono tirate fuori all'infinito, credo sia inutile riportarle, se poi serve, son pronto a specificarle. Da allora l'assessore al turismo Corsini, assieme an un consigliere del luogo, MINICHINI, hanno combattutto per mandare via i nudisti da li, provandoci in tutti i modi possibili. Il oro progetto era creare una MIlano Marittima, in un luogo che se è ambiato dai nudisti, è assolutamente sgradito ai tessili, tanto, per fare un raffronto, li hanno circa 2000 tessili in tutta la stagione (e più che altro luglio agosto) contro i circa 2000/5000 nudisti giornalieri fìda aprile a ottobre, per la maggioranza stranieri (olandesi, teseschi e inglesi per la maggioranza). Tre anni fa in loco, vennero individuate due specie rarissime di uccelli che nidificano in spiaggia (fatini e fraticelli), presenti in solo 10 coppie in tutto il parco del PO, e due solo nell'area di Lido di Dante. Il comandante della forestale localeNOBILI volle preservare un pezzo di spiaggia per permettere la nidificazione in particolare a queste due specie, oltre alle altre già presenti in zona, tipo aironi etc. Dopo una pirma chiusura parziale della spiaggia (rimasero libere circa 800 metri a fruizione nudista), e dopo continui colloqui con me, furono fatte delle proposte, di cui la più interessante era che avrebbe dato gli 800 metri ai tessili, e la zona fino ai 1500 metri ai nudisti, perchè sapeva che noi siamo rispettosi sia di fauna che delle storiche dune. al che ovviamente noi dovemmo dire di no, perchè siamo si li presenti molto tempo al giorno, ma non potevamo certo garantire la nostra continua presenza, ne avevamo alcun potere giuridico per contrastare eventuali malintenzionati. Assieme al prefetto di allora, si giunse allora ad una soluzione mediata:
dal paese di LIdo di dante per 800 metri a sud, sarebbe stata libera per tutti i bagnanti
da 800 a 1500 metri rimaneva interdetta solo da marzo a giungo (periodo di nidificazione) e dal 1 luglio apertura ai bagnanti
Ultimi 1000 metri circa fino alla foce del Bavano, la zona rimaneva interdetta a tutti per quanto riguarda la sosta, ma si poteva passeggiare solo sul bagnasciuga (5 metri dal punto di massima marea). Con la pace di tutti siamo andati avanti per 3 anni circa. La forestale colpiva chi non rispettava i divieti, il sindaco non ha mai emanato divieto specifico di nudismo, e anche se non autorizzati a gesrtire uno stabilimento balneare, (perchè questo significa essere autorizzati principalmente), si poteva andare tranquillamente in spiaggia, addirittura protetti dalal forestale, che interveniva contro i malintenzionati su nostra chiamata telefonica.
E siamo al 2010. A metà marzo MINICHINI comincia a dibattere (come faceva anche negli anni passati, ma con più fervore) che noi siamo eccessivi per l'eco sitema di Dante, che non potendo installare bagni in quel posto, noi non potevamo starci. Al che ovviamente ribattei, soprattutto via giornali, che non capivamo se i tessili avessero costumi con pannolone inserito, perchè se il problema era effettivamente i bagni, allora dovevano vietare la spiaggia a tutti e non solo a noi. La presenza o l'assenza del costume, non mitiga le necessità corporali della gente. Al che lui ribatteva che la distanza dei bagni fino al campeggio (100 metri) era eccessiva, e noi ribattemmo che a Punta Marina, la località che conta maggiori presenze nei lidi Ravennati, i bagni sono già a 200 metri. Ma voi conoscete meglio di me alcuni politici e come girano spesso la frittata per farla tornare a loro comodo. Dunque a marzo, il comandante provinaciale della forestale, Andreatta, ha deciso di porre fine a queste vicende, e da buon bigotto, ha mandato giornalmente i suoi uomini a multare tutti coloro che erano nudi, per il 726 cp, e non nell'area protetta come anche noi sospettavamo all'inizio, ma in tutta la spiaggia di lido di dante. Da li abbiamo avuto un incontro con il comitato cittadino, che se a parole non ha nulla da dire contro i naturisti, ovviamente palesavano che noi mipicciamo, che loro hanno altre mire economiche, e che insomma dovevamo toglierci dalle scatole. Da qui abbiamo pensato ad una civile forma di protesta, consistente nel sollecitare tutti i nostri utenti e amici, raggiunti via sito inuditi, via Facebook, a cui successivamente si sono associate tutte le maggiori associazioni naturiste nazionali, a mandare un'email di protesta al Comandante della forestale, al sindaco di ravenna, e al prefetto di ravenna, onde sollecitare la fine di questa persecuzione, che se non avrà effetti legali in quanto già pretori e giudici di pace in luogo hanno decretato che il fatto non costituisce reato, anche a norma delle sentenze della cassazione che ben conoscete, comunque scoraggiano i normali frequentatori, perchè si ritrovano a dover pagare un avvocato, per difendersi da un reato che non hanno commesso e che non sussiste. L'email è stata cosi mandata a valanga nei tre uffici, e hanno aderito non solo i nudisti italiani, ma anche moltissimi stranieri(olandesi, teseschi, svizzeri, ingelsi, etc) nostri amici, che si son visti togliere il normale luogo di vacanza, da un bigotto falsoperbenista. Non solo, codesti hanno fatto tamtam dell'email, per cui la protesta è diventata europea. ORa siamo in attesa che il prefetto prenda le cose in mano, oppure che qualcuno che ha potere si faccia sentire, o non ci rimarrebbe altro che fare un esposto alla procura della repubblica, ma di cui noi, piccoli e semplici cittadini, abbiamo di fondo timore di fare per paura di errori, costi, e ripercussioni varie. Vi allego la lettera inviata alle tre istituzioni, in cui sono ben dettagliate motivazioni, sentenze di assoluzione e quant'altro per Vostra conoscenza. Rimango in attesa per eventuali chiarimenti
Massimo Lanari