il 726 cp dice: Art. 726 Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da lire ventimila a quattrocentomila.
Soggiace all'ammenda fino a lire centomila chi in un luogo pubblico o aperto al pubblico usa linguaggio contrario alla pubblica decenza.
Le cifre sono state poi ampliate con leggi successive. Oggi si arriva ai vecchi 5.000.000
La pena "monetaria" scatta in caso di immediato pagamento della contravvenzione, con ammenda pecuniaria. Diversamente scatta verbale e relativa denuncia, che sarà poi vagliata dal GIUDICI DI PACE PENALE. La pena pecuniaria (oblazione con pagamento della contravvenzione di ammenda), può scattare anche alla fine del processo. Se uno contesta, non vuol pagare, vuole la sentenza di un giudice, allora il tutto viene verbalizzato (descrizione da parte degli agenti dell'accaduto, e con richiesta di sottoscrizione del contravvenuto), e in quell'occasione il contravvenuto può far allegare alal denucnia le sentenze di assoluzione nel luogo, la sentenza della cassazione, e altro se ritenuto opportuno. LE suddette possono essere presentate anche in seconda istanza, ma il farlo subito, già spiega in partenza perchè esso era nudo in quel particolare posto.
La contestazione del reato e relativa eventuale condanna, non "sporca" la fedina penale, essendo un reato solo di tipo sanzionatorio, ma nel periodo di attesa del giudicato, forma impedimento per la fruizione di alcuni uffici pubblici, blocca eventuale porto d'armi (sia di difesa che per caccia), e altre menate simili. Insomma a prescindere si è sotto casini.
Se uno non paga subito, o comunque finisce in tribunale (media di attesa attuale 3 anni... io per una cosa simile son in corso del 7° anno), dovrà mettere in conto le spese avvocatizie (media di circa 2000 euro), che non sono tutelate da nessuno, e da nessuno rimborsabili. L'essere denunciati per questi reati, non comporta nocumento per gli organi dello stato. L'unica cosa che si può risparmiare possono essere le spese processuali, ma solo se ritenuti innnocenti, o che il fatto contestato non costituisca reato.