siman ha scritto:
Stamattina sono solo.
Simonetta dopo una settimana a casa per turnazione bancaria di sicurezza dovuta all'epidemia, è tornata in ufficio.
Due miei nipotini sono a casa per la chiusura delle scuole; potrei andare a trovarli ma...meglio di no sennò che razza di quarantena sarebbe? L’altro nipote, infermo, sarebbe felice di vedere finalmente qualcuno ma, figuriamoci, lui proprio non può concedersi il lusso persino per un raffreddore, figurarsi del Covid 19.
Fa nulla, rimarrò solo.
Ho comunque il cane da fare uscire obbligatoriamente e se pur per soli cento metri da casa, posso respirare un po’ di libertà.
In effetti una prima libertà individuale me la sono giustamente regalata e RICONQUISTATA una mezzora prima.
Ricordandomi degli amichevoli e affettuosi rimbrotti che mi vengono rivolti da Simonetta ( raramente) e (più spesso) da preziosi amici di questo forum sulla mia rigida attitudine a polemizzare, ho riflettuto.
Ultimamente ho dibattuto avverso a coloro che protestavano sulla limitazione della loro libertà in seguito alle ferree limitazioni decise da chi ci governa, per contrastare l’epidemia.
Che male c’è se uno passeggia da solo? In effetti a pensarci bene…
Che gran pericolo ci può essere se mi faccio una corsa all'aria aperta? Anche qui, riflettendoci a freddo, non ci vedo nulla da obiettare.
E se quattro amici, stufi di stare a casa, vanno a fare surf compiendo il tragitto da casa loro fino a spiaggia chiusi dentro le loro automobili, che gran pericoli rappresentano? Nessuno o ben pochi effettivamente.
Alla fine mi sono trovato ad ammettere che nessuno può essere costretto, anche se solo temporaneamente e pur a fronte di un pericolo mortale, a privarsi della propria libertà e dei suoi sacrosanti diritti.
Stavo preparando i sacchetti dell’immondizia da conferire negli apposti cassonetti quando ho riflettuto anche pro domo mia.
E chi sono io? Il figlio della serva?
Quando acquisto i prodotti, commestibili o per le pulizie domestiche e personali, divento proprietario anche dei loro imballaggi e nel caso di frutta, verdura, pesce e carne anche degli scarti non commestibili.
Sono di mia proprietà a tutti gli effetti. Ho speso i miei soldi per averli. Inoltre il mio Comune esige giustamente che paghi la TARI, la tassa sui rifiuti.
Bene!
Allora sono a tutti gli effetti cliente e usufruitore del servizio comunale che pago.
E se sono anche il proprietario dei miei rifiuti, organici, inorganici, riciclabili o meno che siano; ho pieno diritto di farci quel che voglio.
Fanculo. Ho preso un sacchetto più grande e vi ho messo tutto assieme. Contenitori e imballaggi di plastica, carta, scarti puzzolenti del pesce alla griglia mangiato la sera prima, bottiglie di vetro vuote e anche quelle delle conserve che mi son guardato bene di lavare (l’acqua è un bene prezioso e non va sciupata!).
Tutto assieme appassionatamente e tutto in un cassonetto a caso.
Pago! Ho pagato! Che si arrangino i netturbini che, dopotutto, percepiscono il loro stipendio anche grazie a me.
Sono finalmente davanti a casa, sul lungomare col cane.
Sono preoccupato; oltre a un amico di circa 70 anni, ho appena saputo che un altro è stato intubato all'ospedale. Lui è più giovane: ha appena superato i cinquant'anni. Speriamo riescano a uscirne entrambi.
I pensieri proseguono.
Accidenti! I grandi papaveri della Banca Centrale Europea assieme a quelli del Parlamento Europeo, non ne vogliono sapere di adeguarsi a questa congiuntura e crisi sanitaria globale.
Nessun aiuto eccezionale, nessuna proroga. I patti sottoscritti decine e decine di anni fa non possono e non devono essere stravolti da questa che pare essere solo un’isteria collettiva.
Sui giornali, telegiornali e stampa, sale comunque il malumore. Non solo degli antieuropeisti che, si sa, quelli brontolano sempre. Ora anche eminenti rappresentanti dei partiti più favorevoli alla Comunità Europea, iniziano a dare segni di insofferenza.
Non solo in Italia, ma anche in Spagna e Portogallo e persino nella ricca Francia da sempre fedele alleata dell’intransigente Germania.
Eppure, penso, se anche ci fosse una svalutazione dell’euro, alla fin fine potrebbe essere un vantaggio. Quando finalmente si tornerà a produrre a pieno regime, i prodotti europei, attraverso un cambio più favorevole, sarebbero ancora più appetibili nei mercati extra UE.
Ma che ne posso sapere io che sono un ignorante?
A Bruxelles ci sono il fior fiore di economisti, statisti ed esperti di diritto internazionale. Se loro, forti della loro competenza ed esperienza, dicono che bisogna proseguire entro rigidi schemi, sicuramente è giusto procedere come indicano loro.
Che sbadato, ho superato il limite che mi ero (e hanno) imposto dei cento metri da casa. I pensieri e il lungomare mi hanno distratto.
Il cane pare essere felice della passeggiata finalmente tornata normale dopo che, da un mese circa, era costretto a pochi passi per fare...l’indispensabile a evacuare vescica e intestino.
Ma si, povera bestia, proseguiamo. Non lo faccio solo per lui ma anche per me!
Ho già percorso cinquecento metri. Quasi quasi ne faccio altrettanti e arrivo al molo. Bello percorrerlo e trovarsi circondati dall'acqua e dalle onde.
Per un ligure, si sa, il mare è una calamita più potente anche della gnocca (o di altro ovviamente, se di appetiti sessuali differenti).
E cavolo, il molo è transennato. Mannaggia la miseria! Pure il sindaco di Finale Ligure è cazzuto?
Eppure è di centrosinistra. Lo so. Ne sono certo perché l’ho votato l’anno scorso dopo che durante la sua prima amministrazione ha dimostrato di aver lavorato bene.
Nelle amministrative, spero la pensiate anche voi come me, conta poco il convincimento politico personale ma le persone che si candidano, qualunque sia il loro colore.
Poi, con un sospiro di sollievo, rammento.
No. Non si tratta di cazzutismo, ma solo degli ordini di ogni prefetto a ogni sindaco di provvedere a rendere inagibile ogni luogo di possibile aggregazione esterna. Parchi, parchi giochi, belvedere, moli e quant'altro.
Dai, rispettiamo gli ordini, non facciamo gli “italiani” che poi gli stranieri che abitano in Italia ci sgridano; diligente, non scavalco i nastri bianchi e rossi.
Scendo in spiaggia e inizio il tragitto di ritorno camminando a bordo della bassa risacca che mi allieta lo spirito col suo cadenzato sussurro.
Libero il cane. Ma si, godi anche tu di questa libertà conquistata.
Mi siedo sulla ghiaia a osservare l’orizzonte fumandomi una sigaretta e costringendomi a non pensare a cose tristi.
Il cane girella, annusa, va vicino a delle canne portate dal mare che i bambini, quando potevano ancora uscire, avevano rizzato a cono a imitare le strutture delle tende degli indiani d’America.
Alza una zampa e ci fa la pipì contro. Fa nulla. Adesso i bambini non vanno a spiaggia a giocare e quando vi torneranno, probabilmente nel frattempo sarà piovuto e tutto sarà nuovamente pulito.
Quando la sigaretta è terminata, realizzo che la passeggiata in spiaggia non era preventivata e non ho con me il posacenere portatile che uso abitualmente.
E’ solo una cicca, che sarà mai?
La poso sul polpastrello del pollice e con un colpo del medio la butto. Dopo una parabola, la vedo galleggiare placidamente sull'acqua calma.
Torno a ricordarmi i tempi da bambino quando mi divertivo, dopo averlo buttato in mare, a centrare un legno portato a riva dalla risacca.
Non ho voglia di alzarmi e cercare qualcosa di galleggiante. Estraggo dalla tasca del giaccone la bottiglietta d’acqua. La finisco e poi la riavvito accuratamente in modo che non vi possa entrare l’acqua del mare.
La lancio a un paio di metri sull'acqua e poi, sempre seduto, inizio a cercare di centrarla con i sassi.
E’ bello tornare bambini ogni tanto.
I primi tiri vanno a vuoto poi, a poco a poco, la mira migliora e vedo con soddisfazione alcuni sassi rimbalzargli sopra.
Purtroppo i colpi ricevuti sempre da una direzione e la leggera brezza dai monti, la sospingono sempre più al largo finché rimane fuori tiro.
Tra non molto, il vento la porterà un miglio al largo; praticamente in pieno triangolo delle balene. Il famoso Santuario dei cetacei che è compreso dalla Liguria e parte di Francia e Toscana e dalle diagonali che dalla francese Tolone e da Orbetello, si congiungono alla parte settentrionale della Sardegna.
Sorrido, soddisfatto di me stesso.
I cetacei sono animali molto intelligenti.
Chissà come si divertiranno i delfini a giocare con la mia bottiglietta di plastica appena l’avvisteranno. Non solo quelli chiamati delfini comuni ma anche le stenelle striate, gli zifi, i tursiopi, i grampi e i globicefali. Per non parlare poi degli imponenti capodogli e balenottere.
Felice riprendo a percorrere la spiaggia, il cane è sempre soddisfatto di poter scorrazzare di qui e di là, senza essere costretto dal guinzaglio. Improvvisamente si cuccia e defeca.
Uffa, penso mentre prendo la custodia dei sacchetti, adesso dovrò portarmi il sacchetto fino al lungomare per conferirlo in un cestino.
Poi rifletto.
La cacca, in quanto tale, ha moltissime e ovvie particolarità negative ma ne ha una assolutamente positiva: è totalmente biodegradabile.
Nessun problema, allora: la lascio lì dov'è.
Il cielo si rannuvola e la temperatura si irrigidisce. Il raffreddore invernale torna a fare capolino e devo soffiarmi il naso.
Prendo dalla tasca un fazzoletto di carta e provvedo.
Lo rimetto in tasca...anzi no. In questo periodo di epidemia, raccomandano di usare il fazzoletto una volta sola e soprattutto di non conservarlo.
Osservo nuovamente la cacca del cane.
Biodegradabile.
Poi riguardo il fazzoletto che ho in mano. E’ di carta. La carta si ottiene dagli alberi. Alberi, uguale legno. Anche il legno è totalmente biodegradabile.
Lascio cadere il fazzoletto sporco sulla sabbia.
Ci penserà il tempo assieme agli elementi naturali come il sole, il vento e la pioggia a ripulire tutto.
Finalmente con la mia sacrosanta libertà riconquistata e in pace con me stesso e soprattutto con quegli amici del forum che, non pensandola come me, avevo ingiustamente criticato, rientro a casa dopo più di un’ora all'aria aperta.
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