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siman ha scritto:
Ve la vendo come ho letto e ho sentito e perciò non sto affermando nulla.
Potrebbe anche darsi che Fenice, sicuramente il più acculturato qui dentro in materia sanitaria/ospedaliera, ne avesse già accennato e forse mi son perso il post.
Nonostante (suppongo), per cautelare i medici patologi, l'ISS e il Ministero della Salute abbiano sconsigliato di effettuare autopsie sui deceduti per Coronavirus, alcune necroscopie hanno evidenziato che ben prima del sorgere delle polmoniti e complicazioni respiratorie, il virus attaccava vari organi per effetto di trombi ed emboli che causavano deterioramento di molti organi.
Infatti uno dei farmaci usati successivamente (nel senso dopo i primi casi/ricoveri/decessi) è stata anche l'Eparina a basso peso molecolare.
Dosi di farmaci mirati a evitare questi trombi e emboli infatti pare abbiano impedito che l'organismo colpito andasse in polmonite.
Per questo (sempre per quel che ho letto e sentito) pur con numero di contagi ancora alti, aumentano le guarigioni e diminuiscono i ricoveri nelle terapie intensive.
Se fosse così suppongo (nella mia ignoranza) che il contagio in un fisico senza morbosità gravi precedenti, potrebbe essere superato agevolmente senza ricorso a terapie intensive e spesso senza neppure il ricovero ospedaliero.
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avevo letto anch’io l’articolo, ovviamente da notizia fake.
Questo è il decreto
https://www.affaritaliani.it/static/upl2020/covi/0001/covid-19--circolare-del-ministero-della-salutepdf2.pdf
Nelle miriade di cose scritte c’è uno sconsiglio generale alle autopsie onde evitare la diffusione , e questo non credo sia da discutere. Ma non c’è divieto assoluto, tanto che (riporto il passo per semplificare):
E al punto 2, con riferimento a un eventuale interesse e intervento della magistratura si prescrive: ”L’autorità giudiziaria potrà valutare, nella propria autonomia, la possibilità di limitare l’accertamento alla sola ispezione esterna del cadavere in tutti i casi in cui l’autopsia non sia strettamente necessaria. Analogamente le Direzioni sanitarie di ciascuna regione daranno indicazioni finalizzate a limitare l’esecuzione dei riscontri diagnostici ai soli casi volti alla diagnosi di causa del decesso,
limitando allo stretto necessario quelli da eseguire per motivi di studio e approfondimento”.
Quindi questa è la prima manipolazione della notizia.
La seconda: La coagulazione intravascolare disseminata (CID), quella che produce masse di trombina e fibrina (coaguli e trombi) che portano alla morte in un lasso di tempo brevissimo, qualcosa tempo una due ore.
La mancanza di autopsie avrebbe impedito di scoprire le cid.
Dunque di cid c’è ne sono di due tipi, una cronica è una acuta.
Quella cronica che è molto lenta, e quella che provoca tipo le petecchie o i trombi alle gambe (sede più frequente), o trombi polmonari o cerebrali (ictus e tia) o ovviamente ad altri organi, e forse la conoscete piu dell’altra, perché soprattutto gli anziani e chi si muove poco ne soffre molto spesso, e tanti si curano con Coumadin o Walfarin, con controlli molto frequenti dello stato coagulativo.
Quella acuta si manifesta soprattutto come effetto post partum, e nella maggior parte dei casi è di effetto immediato più che prolungato e lento. Gli effetti emorragici sono evidenti e diffusi, esce sangue dappertutto perché i capillari sono i primi a non ripararsi. Senza scendere troppo nei dettagli, ma se volete divertirvi basta andare su google che qualcosa c’è di sicuro, le emorragie si vedono da ecchimosi spontanee diffuse, epistassi, perdite urinarie, gengivorrea, insomma un effetto tipo ebola, e inizia spessissimo un conseguente danno multiorgano. In una persona sana, fatti i test e determinata la causa, si procede con infusione di antitrombina III, e altri fattori della coagulazione oltre a plasma in quantità industriale, per frenare il processo, e se tutto va bene poi c’è una lenta ma sicura ripresa. Ma un soggetto giovane, per fare un esempio, parte che si, da 13/14 g di emoglobina e nel tempo di fermare il tutto può arrivare tranquillamente a 8, e nei casi più gravi ho visto punte minime di 2/3 g di emoglobina. Cioè perde circa 2/3 litri o più di sangue in un tempo brevissimo.
E parlo ad esempio di una ragazza partoriente.che succederà ad un anziano colpito dalla cid, che già normalmente ha un livello medio di solo 8/10 grammi di emoglobina?
Bene, cioè male ma…, se mi sono spiegato, se mi avete capito, pensate che l’autopsia serve per determinare che ha avuto una cid e di conseguenza emorragie massive diffuse?
E questa è la seconda fake.
Ovvio che hanno introdotto l’uso dell’eparina. Primo perché la notizia delle cid si è diffusa immediatamente, secondo perché quando uno viene allettato per molti giorni, in automatico si fa l’eparina per evitare questi danni.
Forse c’è qualcuno di voi che ha avuto danni ortopedici tali da costringerlo a letto per molto tempo, e che può testimoniare come faceva una o due volte al giorno le punture sulla pancia.
Tutto questo esula dalla polmonite. La polmonite è uno stato infiammatorio, normalmente dovuto a infezioni batteriche o virali, dei polmoni, che si vedono ridotta la capacità respiratoria e di conseguenza l’ossigenazione del sangue e relativo scambio ossigeno anidiride carbonica, avendo gli alveoli compromessi, oltre a dolorabilita dei muscoli toracici deputati all’espansione polmonare.
La polmonite del corona è stata letale per gli anziani soprattutto, perché un giovane, oltre ad avere un sistema immunitario a posto, reagisce meglio a dolori e sforzi.
Pensate a due persone costrette ad una lunga corsa, una giovane e una anziana. Lasciate da parte le gambe e pensate ai polmoni. Chi riesce a riprendere fiato e chi no?
Ed ecco la necessità dei respiratori, che forzano l’introduzione dell’aria a chi non ha le forze di reagire, ed ecco un altro motivo per cui gli anziani son quelli più a rischio.
Di questa cosa han giocato bene i due antinfiammatori provati e che hanno avuto un discreto successo di utilizzo. Peccato solo che uno dei due sia particolarmente tossico di suo, quindi non esente da rischio di togliere una infiammazione e procurare una morte da farmaco.
La medicina ragazzi, e mi incazzo con chi fa lo scienziato sui giornali o insomma in giro, non è matematica, dove due più due fa forzatamente quattro. Le variabili sono infinite, e per questo gli stessi operatori sanitari hanno infinite discussioni e infiniti pareri su ogni aspetto, perché al di là di due regole generali, poi ogni paziente fa caso a se stante.
Scusate il prolisso, ma credo sia ora di parlare di verità e col cuore in mano e non come comanda questo o quell’altro