Corona:una bufala che mette il mondo in ginocchio?

a_fenice 24/02/2020 21:36 47.568 Visite
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16/03/2020 12:18
Andrea vi ha scritto:
Eroe ha scritto:
Ora stanno dicendo che il virus sull'asfalto sopravvive diversi giorni per cui bisogna lasciare le scarpe fuori dalla porta di casa e togliersi anche i vestiti che possono portarli dentro casa. Sempre più complicato.
https://www.bufale.net/ritorna-il-coronavirus-sulle-scarpe-resiste-9-giorni-sullasfalto-secondo-laudio-whatsapp-bufala/ https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/15/coronavirus-brusaferro-iss-sopravvive-su-superfici-anche-per-giorni-ma-contagio-improbabile-serve-seguire-le-raccomandazioni/5737692/
Non ho detto che è così ma che lo stanno dicendo in quanto l'ho sentito ieri che lo diceva un "esperto" su canale 5 in un programma della Durso. Per cui se lo dicono in questi programmi la gente poi ci crede e, in ogni caso, se lasciano o lasciamo le scarpe fuori male a qualcuno non si fa.
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16/03/2020 12:33
Eroe ha scritto: ...in ogni caso, se lasciano o lasciamo le scarpe fuori male a qualcuno non si fa.
[:257] Il problema è per chi ha il cane. Ma in ogni caso pare non ci sia la certezza al 100% di non contrarre il virus. L'importante è usare più precauzioni possibili.
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16/03/2020 13:15
siman ha scritto:
Eroe ha scritto: ...in ogni caso, se lasciano o lasciamo le scarpe fuori male a qualcuno non si fa.
[:257] Il problema è per chi ha il cane. Ma in ogni caso pare non ci sia la certezza al 100% di non contrarre il virus. L'importante è usare più precauzioni possibili.
appunto, tra l’altro. Se viene portato in casa con le scarpe, quanto ne riportano cani e gatti? Quanti ce ne sono su lettere o pacchi? Ma vado oltre. Le confezioni di cibo arrivano tutti i giorni, e nessuno garantisce che i trasportatori siano indenni, ne lo sia ch confeziona. Dunque? Mettiamo cibi pacchi lettere e cani in quarantena? O varichinizziamo tutto e tutti?
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16/03/2020 21:47
Per tornare in tema sul titolo della discussione, secondo voi questa situazione può essere considerata ancora una bufala, oppure è diventata qualcos’altro?
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17/03/2020 02:22
Fede ha scritto:
Per tornare in tema sul titolo della discussione, secondo voi questa situazione può essere considerata ancora una bufala, oppure è diventata qualcos’altro?
Sicuramente, per come ce l'avevano raccontata all'inizio, è diventato qualcosa di molto più grave... Io ho sempre osteggiato, di questa situazione, l'allarmismo ingiustificato di alcune persone e di alcuni comportamenti.... Non parlo dell'allarmismo sulle conseguenze medico sanitarie, che stanno davvero diventando critiche, ma l'allarmismo di certe persone che fanno razzia nei supermercati, neanche stesse scoppiando la guerra.... Qui tocca stare attenti ad assumere comportamenti corretti che possano prevenire, al contrario la gente ha preso d'assalto i supermercati facendo fine a distanza di 10 cm dall'altro ad ogni decreto ministeriale.... E in tal modo esponendosi al contagio, e se si era tra quelli già contagiati ma senza ancora sintomi evidenti si è con molta probabilità diffuso il virus a chi ti era vicino.... Vogliamo poi parlare di quelli che 2 sabati fa sono "scappati" dal nord prendendo d'assalto i treni, e anche qui stesso discorso esponendosi al rischio di contagiare ed essere contagiati.... E non sono ipotesi, sono casi concreti.... Già si vedono gli effetti di come, a distanza di 10 giorni, stanno aumentando in maniera più veloce i casi anche al sud.... Ma meglio che mi fermo.... Non è l'ora delle polemiche....
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17/03/2020 11:00
Piero, non posso che darti ragione!
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17/03/2020 20:13
Riporto dal giornale online Perugia Today Direi che c’è molto da riflettere „ Dottor Magnolfi: "Il buonismo che imperversa in questi tempi di coronavirus è stomachevole" Alcune riflessioni dettate dal momento attuale riguardo l’epidemia di coronavirus Redazione 16 marzo 2020 17:52 Riceviamo e pubblichiamo dal dottor Fabrizio Magnolfi. Magnolfi è stato primario della Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, direttore del Dipartimento di Medicina Specialistica della Usl 8 di Arezzo e poi direttore dell’area funzionale di Medicina Specialistica della Azienda Usl Toscana Sud Est. Il buonismo che imperversa in questi tempi di coronavirus è stomachevole. Improvvisamente ci scopriamo tutti buoni, tutti italiani, tutti patrioti, tutti disponibili verso il prossimo, tutti pronti a rispettare le regole. Siamo diventati così buoni che non ce l’abbiamo più neanche con gli immigrati. Forse perché improvvisamente ci siamo scoperti vulnerabili, fragili, esposti al virus e alla ruota della fortuna che il virus fa girare. Per cui avvertiamo il bisogno di riflettere, di comunicare, di fare gruppo, anche virtualmente, rimanendo in casa e affacciandosi alla finestra o sul balcone. Sentiamo il bisogno di riscoprire affetti a lungo sopiti o di rinsaldare amicizie poco frequentate, in previsione di un futuro incerto e minaccioso. E sentiamo il bisogno di esprimere la nostra vicinanza a tutti coloro che operano a vario titolo per proteggerci da questo terribile aggressore. I ringraziamenti verso il personale sanitario si sprecano. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari (OSS), soccorritori non hanno mai ricevuto tanti ringraziamenti come in questo periodo. Ma analizziamo da chi vengono questi ringraziamenti. Intanto dai comuni cittadini, gli stessi cittadini che fino ad un mese fa minacciavano di denuncia ad ogni piè sospinto gli operatori sanitari, specie quelli impegnati in prima linea nei 118 e nei Pronto Soccorso o nelle Terapie Intensive, ogniqualvolta le cose non andassero per il verso giusto, senza mai valutare a fondo se ci fossero reali responsabilità di qualcuno. Gli stessi cittadini che fino a ieri stavano col fiato sul collo ai medici dei vari reparti di degenza, con atteggiamento sospettoso o finanche minatorio, disposti solo ad accettare la guarigione dei propri congiunti ma non l’ipotesi di un esito sfavorevole se non infausto. Gli stessi cittadini pronti a reclamare per le lunghe liste di attesa e ad imputarne la colpa agli operatori stessi, senza chiedersi se il problema non fosse per caso a monte e dipendesse piuttosto dalla attribuzione di personale e di apparecchiature e di spazi di lavoro da parte dell’Amministrazione. E allora ci si può porre una domanda: si tratta degli stessi medici tanto vituperati o sono diversi? E se sono gli stessi, non viene forse da pensare che sempre i medici hanno operato al massimo delle loro possibilità, con abnegazione, senza tener conto di orari di lavoro e non sottraendosi ai rischi che la loro professione comporta? Non viene da pensare che se sono eroi ora, forse erano eroi anche prima? I ringraziamenti vengono anche dai media (stampa e televisione in testa), che sono sempre stati in prima fila a denunciare qualsiasi caso di presunta malasanità e che in questo modo hanno contribuito sensibilmente a favorire la cosiddetta medicina difensiva, cioè la richiesta esagerata di esami e di consulenze da parte dei medici per ridurre il rischio di ricevere un avviso di garanzia per imperizia, imprudenza e negligenza. Stampa e televisione hanno sbattuto spesso e volentieri in prima pagina i medici, dipinti come cialtroni o irresponsabili, insinuando sospetti gravissimi e sottoponendoli ad un linciaggio mediatico insopportabile, ma si sono sistematicamente dimenticati di riportare con uguale risalto il “non luogo a procedere” o l’assoluzione con formula piena perché “il fatto non sussiste” degli stessi medici. Ogni anno vengono intentate 35 mila nuove azioni legali contro i medici ; ad oggi ne sono attive 300 mila: il 95% si conclude con il proscioglimento! I ringraziamenti vengono infine dai politici e dagli amministratori che i politici hanno messo a capo delle Unità Sanitarie Locali. Qui l’ipocrisia raggiunge i massimi livelli. Dove erano questi personaggi quando già parecchi anni fa era chiaro che ad un certo punto sarebbero mancati medici ed infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale in virtù di un numero chiuso mal concepito? E quando si sapeva che sarebbero mancati gli specialisti in rapporto alla scarsità delle borse ministeriali bandite per le varie specializzazioni? Ma soprattutto dove erano questi politici e questi amministratori quando hanno permesso di tagliare circa 37 miliardi di euro di fondi al SSN negli ultimi 10 anni e quando hanno fatto a gara per chiudere ospedali e ridurre il numero dei posti letto? E quando hanno imposto ai responsabili di Unità Operativa la liturgia della discussione di budget per cui ogni anno a isorisorse o a risorse calanti dovevano impegnarsi a garantire una produttività aumentata attraverso il raggiungimento di obiettivi sempre più sfidanti? E come giustificano la loro schizofrenia, per cui fino a pochi mesi fa i medici ospedalieri sarebbero dovuti andare in pensione prima possibile per far posto ai più giovani (senza chiedersi se questi giovani c’erano davvero) e specie i primari erano visti come un peso, un fardello di cui liberarsi e ora invece chiedono a tutti con il cappello in mano di rimanere fino a 70 anni e addirittura arrivano a richiamare in servizio quelli già pensionati? E del tutto recentemente come è possibile che dopo quanto era accaduto in Cina ci siamo fatti trovare impreparati e abbiamo scoperto troppo tardi di non disporre di un numero sufficiente di mascherine con determinate caratteristiche di sicurezza e in generale dei dispositivi di protezione individuale (DPI), facendo correre gravi rischi ai medici e agli infermieri? E addirittura è possibile che solo ora ci siamo resi conto di dipendere dall’estero per tali presidi? Ma perché tutti non riscopriamo un certo senso del pudore e non ammettiamo una sana vergogna per i comportamenti adottati prima dell’insorgenza dell’epidemia di coronavirus? E viene da chiedersi se poi qualcuno pagherà per la miopia dimostrata in questi anni, o tutti la faranno franca in nome di un malinteso buonismo? Qualcuno avrà il coraggio di assumersi la responsabilità, anche solo parziale, di quanto è accaduto? Ognuno dia la sua risposta! Fabrizio Magnolfi “ Potrebbe interessarti: http://www.arezzonotizie.it/attualita/riflessioni-dottor-magnolfi-coronavirus.html
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17/03/2020 20:39
Avviso. È cambiato il modulo dell’autocetificazione. Non possiamo pubblicarlo per problemi tecnici. Hanno aggiunto una dichiarazione ganzissima: Di non essere sottoposto a quarantena ne di essere positivo al corona. La prima è semplice, la seconda…? Se non ho fatto tampone, come faccio a sapere che son negativo?
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17/03/2020 23:53
Ma io la interpreto come al solito Devo dicherare di non essere risultato positiva vuol dire semplicemente che chi non è stato testato non è stato risultato positivo
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17/03/2020 23:57
Poi il coronavirus in sé non è pericoloso in modo uguale da per tutto Adesso noi ci sentiamo i più bravi nel mondo ma mi chiedo se veramente lo siamo Intanto non vorrei sapere quanti casi ci sono già in Italia visto la percentuale di morti saranno già 200000 tutti non trovati mentre si parlava già dei malati in China
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18/03/2020 00:01
a_fenice ha scritto:
Avviso. È cambiato il modulo autocertificazione. ...
Lo trovate qui --> https://www.interno.gov.it/it/notizie/nuovo-modello-autodichiarazioni Allegato: Immagine utente modulo-autodichiarazione-17.3.2020 bianco.pdf
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18/03/2020 07:40
Sei riuscito ad inserirlo? Bravo, a me non lo prendeva perché avevo versione troppo grande.
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18/03/2020 17:46
https://www.youtube.com/watch?v=xyDk9hEeinE Io penso che a volte confondiamo le nazioni con le persone. In questo link c’è un gruppo di tedeschi Che dedica una canzone agli italiani, e la dedica con buon cuore!
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18/03/2020 21:15
L'unica certezza che emerge da questa storia è la totale inadeguatezza dei nostri governanti. La prima cosa da fare, scoperto il virus in Cina, era quella di approvvigionarsi di mascherine e disinfettanti per tutti. Siamo nel bel mezzo dell'epidemia e non abbiamo nemmeno le mascherine per il personale sanitario. Abbiamo sovvenzionato col nostro lavoro il Servizio Sanitario Nazionale e lo Stato, con un'epidemia del genere, non è stato in grado di fornirci nemmeno una mascherina. Allucinante![:218]
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18/03/2020 23:12
Questo perché i nostri grandi prenditori hanno delocalizzato così tanto che non siamo più in grado di produrre le cose essenziali in patria
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