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Andrea vi ha scritto:
Scusa Max ma secondo la WHO (oms)la trasmissione è per droplets o per contatto con materiale che è venuto a contatto col paziente
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Dove ho scritto il contrario? Non saprei, comunque facciamo un riassuntino generale.
Dunque,
Una volta venivano chiamate “gocce di ‘Newton” dal suo studio della granulosità acqua dell’arcobaleno. Oggi che siamo moderni e inglesizzati le chiamiamo dropless, goccioline. Sono quelle che si formano a seguito di colpo di tosse o starnuto, che mandano per aria milioni di gocce di saliva o muco contenenti miliardi di virus ciascuna.
Tramite studio con PCR si è visto presenza del virus anche nelle feci, Non è ancora stato trovato nel sangue e sono in studio le urine, ogni giorno una nuova scoperta. Quindi ad ora pure contatto orofecale.
Superfici esterne. Di seguito ad uno starnuto o colpo di tosse le goccioline infette di depositano ovunque (ben poi di un solo metro) e contaminano tutte le superfici. Molto dipende dalle condizioni ambientali, più umidità c’è piu resistono. Ricordiamoci che il virus è una specie di gocciolina di grasso, quindi si attacca, e rimane attiva finché non si secca e degenera, o forse come altri virus si “cristallizza” in attesa del nuovo ospite.
Di norma dicono da prove fatte che su:
Rame dura 4 ore
Cartone dura 24 ore
Plastica e acciaio fino a 72 ore
Chiaro che tutto variabile.
Da ricordarsi le contaminazioni crociate. Tocchiamo un carrello della spesa toccata da un infetto, e stiamo raccogliendo con le mani i virus. Poi tocchiamo la spesa, e lo trasferiamo sui pacchi. Tocchiamo il cellulare per i buoni sconto e contaminiamo. Tocchiamo la carta di credito o bancomat e contaminiamo.
Per questo adesso quando si entra in un negozio si disinfetta il manico, si indossano guanti, e comunque vanno limitate le manovre di “toccamento”.
Anche il lavare le mani a lungo serve a questo, per staccare o grassi virus delle pieghe della pelle. Immaginate il tutto che a schizzi di olio e a quanto sporca in giro. Moltiplicatelo per quantità infinitesimali e si capisce dove vanno poste le attenzioni.
Disinfettanti: alcol almeno al 65/70%, altrimenti non serve a nulla. L’alta concentrazione scioglie i grassi. Quindi anche quelli del virus. La classica amuchina o mille altri prodotti simili
Ipoclorito di sodio, alias candeggina, alias varichina. Preparare una bottiglia spray inserendo dai 10 ai 20 ml (quattro cucchiai circa) per ogni litro di acqua.
Cosa usare: la scelta va fatta in base a cosa dobbiamo pulire o sanificare. Sugli oggetti di metallo non si può usare varichina pena pesante ossidazione e distruzione. Non va usata nemmeno su telecomandi, cellulari, cose serigrafate. L’alcool normalmente con gel (glicerolo) va bene un po’ per tutto.
Pavimenti: non c’è bisogno a meno non siano di negozi (alta frequentazione), e si può usare anche semplice sapone, se poi la superficie lo permette, e c’è aereazione, meglio varichina.
Smetto perhce penso che se volete e non sapete basta ragionarci un attimo sopra e sapete sia proteggervi che pulire bene.
Ps: i guanti sono monouso… le mascherine idem. Le fpp2 si consiglia di lavarle, o passarle a varichina, o cambiarle ogni quattro ore circa, se siete stati molto a contatto con altra gente.
In auto… guardate la strada e non state con mascherine o guanti addosso che potrebbero darvi confusione agli occhi soprattutto se portate occhiali, e non tutti i guanti hanno la giusta aderenza al volante.