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Fiden ha scritto:
La magistratura ordinaria segue le leggi dello stato che giudica lecito il naturismo in aree note e non le leggi regionali come quella del Veneto riferita al turismo naturista che, fra l’altro, quando dice che “Il turismo naturista è consentito liberamente (non più liberamente), purché in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati”.
Questo comma , mi pare, pure anticostituzionale perché tutte le idee e le persone hanno il diritto di esistere ed occorrono spazi per tutti e per tutti si possono vietare spazi per importanti motivazioni come la sicurezza e la salute.
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La magistratura segue le leggi dello Stato quando ci sono. Nel caso del naturismo non esiste una legge nazionale, quindi fino ad ora i giudici hanno utilizzato la loro discrezionalità o buon senso.
In caso di contenstazione di un semplice verbale di contravvenzione non puoi dire al giudice "Signor giudice è vero che c'è una legge che vieta di stare nudi in quella spiaggia, ma si sta nudi da sempre."
Sarebbe come ammettere di aver trasgredito ad una legge.
Nella situazione specifica del Veneto, una legge c'è e dice che finchè non c'è una concessione scritta ed approvata, il naturismo è illegale.
Tanto per farti un esempio, se le auto da sempre parcheggiano in un certo spiazzo e nonostante non ci siano nè cartelli di divieto, nè di autorizzazione alla sosta, le autorità hanno chiuso un occhio, dal momento in cui il sindaco emette un'ordinanza in cui il parcheggio è vietato, in caso di contravvenzione, hai voglia a contestarla, portando come prova davanti al giudice che si è sempre parcheggiato in quello spiazzo. Il giudice non farà altro che verificare eventuali ordinanze di divieto.