Porto una testimonianza: fino all'anno scorso andavo al nido dell'aquila in provincia di Livorno. La spiaggia è presidiata il fine settimana dall'ANITA, e ci sono un paio di persone che tengono gli occhi aperti per vedere se c'è qualcosa che non va. Appena vedono qualcosa di strano, intervengono garbatamente, ammonendo chi si accinge a trasgredire. Devo dire che la spiaggia non è ufficialmente riconosciuta dal comune di San Vincenzo, ma il nudismo è tollerato. La presenza di un gruppetto di tenaci, negli anni, ha determinato un buon livello di naturisti. Comunque anche li, fuori dal raggio di azione dei volontari, in pineta e a diverse centinaia di metri dalla postazione ANITA, accade quello che accade al mort. L'importante è garantire uno spazio "pulito". Però devo dire che questo tipo di coesione si dovrebbe creare naturalmente, già come noi tutti ci sentiamo naturisti o nudisti. E' inutile litigare per sciocchezze. E' meglio essere amichevoli fra noi, ma essere disposti con fermezza a impedire invasioni "immorali" nel tratto da noi frequentato. Sono sicuro che con il passare del tempo, se si crea un buon ambiente, aumenterà la frequentazione positiva, e il nudismo sarà sempre più tollerato dai tessili, dall'amministrazione comunale e dai CC. Forse sto sognando?